Un laboratorio per studiare come educare al meglio i bambini

Fare gli educatori unendo calcoli matematici e studi comportamentali: questo alla base del progetto Osprey che sarà proposto (in versione baby) alla scuola materna San Carlo e Terzaghi

La scuola materna "AM e GB Dall'Aglio" di Lissago

Del difficile mestiere dell’educatore tanto si è discusso: avere la possibilità di influenzare la crescita e lo sviluppo degli ‘adulti di domani’ riveste sicuramente una rilevanza fondamentale nella nostra società.
Per gestire al meglio tutto ciò, la scuola materna San Carlo e Terzaghi di Gorla Minore proporrà a genitori ed insegnanti dei laboratori teorico-pratici per affrontare al meglio il ruolo di educatore.

L’idea è nata da Matteo Parravicini, padre di due bambine di 4 e 6 anni, che ha conosciuto il progetto ‘Osprey Baby’e lo ha proposto alla direttrice dell’istituto: “Sto promuovendo questo laboratorio perché mi ha colpito davvero: ho fatto anch’io il test con le mie figlie e ho potuto toccare con mano gli effetti relazionali del metodo, che ha la finalità di lasciare liberi i bambini di esprimere al meglio loro stessi. Per le mie figlie ho capito una cosa: che se non sono d’ostacolo, se non impongo loro dei binari prestabiliti, che magari mal collimano con il loro essere, avranno modo di sviluppare la loro vera personalità”.
Da fruitore a promotore dell’iniziativa, è proprio Parravicini che risponde a qualche domanda sul progetto.

A chi è rivolto il laboratorio?
“E’ indirizzato a chi ha a che fare con i bambini dai 3 ai 12 anni, quindi insegnanti, educatori e genitori. L’età selezionata non è casuale: gli esperti hanno elaborato una serie di teorie, secondo le quali in questi anni il bambino assorbe come una spugna tutti gli elementi esterni. Può sembrare la scoperta dell’acqua calda – ammette Parravicini, che però aggiunge – ma non è così, perché in quella fascia d’età si forma la sua personalità e il suo carattere, quindi intervenire prima dei 12 anni punta a preservare le caratteristiche del bambino e le sue potenzialità e porta ad uno sviluppo positivo su quello che sarà la persona, facendo emergere i suoi talenti ed evitando che agenti esterni ne impediscano o alterino lo sviluppo”.

Ma qual è la teoria che sta alla base di questa metodologia educativa? “ Si basa su uno studio basato su 27mila casi osservati in tutto il mondo, che hanno fornito elementi per generare un algoritmo matematico. La direttrice della scuola materna, Lucia Giudici, essendone venuta a conoscenza, ha deciso di mettere a disposizione gli spazi della scuola materna per offrire anche questa nuova possibilità. In una prima fase si raccoglieranno le adesioni. Chi sceglierà di partecipare dovrà riempire un test per conto del proprio figlio – spiega Parravicini, che ha compilato il test pensando alle sue bambine – Quella del test è una fase importante, perché grazie ad esso l’algoritmo elaborerà un report personalizzato. Il report contiene delle indicazioni fondamentali per lo svolgersi dei laboratori, il cui scopo è anche quello di fornire chiavi di lettura adeguate e fornire quindi degli strumenti pratici di correzione al comportamento proprio (dell’adulto) e del bambino. Per capire i modi più indicati per dialogare con i piccoli. Il genitore avrà delle nuove chiavi di lettura, saprà come leggere il comportamento di suo figlio, i momenti di scontro, ed eviterà di attuare comportamenti sbagliati, che limitano il loro essere se stessi”.

I laboratori, che partiranno a novembre, sono quindi fondamentali per il metodo: “Non ci si limita solo a nozioni teoriche, ma si danno gli strumenti per tornare a casa e sapere come agire. Non è una medicina, non è una teoria generale, ma un metodo che da risposte personalizzate. Perché tiene conto dell’unicità della persona analizzata. Il metodo didattico, usato per i laboratori, è stato generato da tutte queste osservazioni e studi.

Ha creato strumenti per “leggere le obiezioni ricorrenti” tema dei laboratori (non ha voglia, si distrae ecc) e ne fornisce strumenti per gestirle e da criticità farle divenire proattività. Quindi un genitore saprà riconoscere le azioni e reazioni dei propri figli e agire con il fine di far emergere la sua personalità e i suoi talenti. Speriamo che in tanti aderiscano – conclude Parravicini – e che questo possa essere un progetto pilota, capace di suscitare interesse e curiosità”.

Le iscrizioni si raccolgono alla scuola materna San Carlo e Terzaghi di Gorla Minore. Per informazioni: info@3t-team.it

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Pubblicato il 26 giugno 2019
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