Sacro Monte, una serata a tutta “Lis”

Aperitivo e intrattenimento per conoscere da vicino la Lingua dei segni italiana

\"AperitiLis\" al sacro Monte

Solamente i fortunati partecipanti della straordinaria serata di venerdì 5 luglio al Sacro Monte di Varese, accorsi per l’AperitimeLIS, organizzato dal Gruppo di ragazzi sordi e udenti di IntegraLIS, in collaborazione con la Casa Museo Lodovico Pogliaghi, potrebbero raccontare, forse in modo esauriente, le proprie emozioni.

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E’ stata l’occasione per dare il via ad un progetto di visite guidate in Lingua dei Segni Italiana, ha spiegato Elena Castiglioni, referente della gestione dei Musei del Sacro Monte, un modo per garantire alle persone sorde segnanti (che utilizzano cioè, la LIS), piena accessibilità al patrimonio culturale conservato nel Museo Pogliaghi e al Sacro Monte.
Grazie alla preparazione di una delle educatrici museali, Lorenza Giacardi, che ha seguito corsi annuali di LIS, si sono aperti nuovi orizzonti.

Un grande successo questo AperitimeLIS, che ha registrato il “tutto esaurito”: tantissime le persone che hanno voluto scoprire un modo particolare di stare insieme, divertirsi, giocare.

Alcune di loro conoscevano già la Lingua dei Segni Italiana, altre no.
Il primo impatto con la LIS, ricordo bene, lascia il segno, per usare un gioco di parole! Volti attenti e attoniti, immersi in un rigoroso silenzio che aiuta la concentrazione, nel tentativo di capire quello che ogni ragazzo dello staff di IntegraLIS, con la maglietta rossa recante sulla schiena il proprio nome, disegnava nell’aria con mani agili ed espressioni del viso molto accentuate. Indispensabili per comprendere lo stato d’animo di chi, segnando di fronte a voi, vuole comunicarvi.
Erika Morrone, Assistente alla Comunicazione, fiore all’occhiello di IntegraLIS, haraccontato che il loro Gruppo organizza di solito un aperiLIS al mese, nel corso dell’anno.

E che in tanti, entusiasti, chiedono di poter frequentare un corso di sensibilizzazione oppure corsi annuali di Lingua dei Segni.

Un obiettivo con un grande valore morale: promuovere la conoscenza della LIS per facilitare l’integrazione tra sordi e udenti, senza alcuna sorta di distinzione tra sordi oralisti, segnanti, bilingue, impiantati. L’assoluta varietà degli ospiti di questa serata a Casa Pogliaghi, adulti, ragazzi, bambini, sia sordi che udenti, la loro capacità nel mettersi in gioco, ha dimostrato che il lavoro e l’impegno di IntegraLIS corrono nella giusta direzione.
Cosa hanno imparato durante l’AperitimeLIS i partecipanti? Segni di colori e riguardanti il mondo dell’arte. Nel gioco finale, “Caccia al segno”, ogni squadra aveva una serie di segni da scoprire; osservando i ragazzi di IntegraLIS che trasformati in statue, segnavano ognuno una parola, dovevano indovinarla e terminare per primi la lista abbinata al loro gruppo.

Due gruppi di ospiti hanno, a turno, visitato gli splendidi interni di quella Casa Museo che Lodovico Pogliaghi (1857-1959), instancabile collezionista e uomo di vastissima cultura, decise di creare, giorno dopo giorno, da quando la acquistò nel 1885 sul Sacro Monte.

Poco dopo la morte di sua moglie, nel 1936, la villa fu donata al Sacro Monte, insieme con la collezione delle opere d’arte e alla biblioteca. Fu Papa Pio XI a porle sotto il patrocinio della Biblioteca Ambrosiana. Nel 1950 fu costituita una Fondazione che porta il nome del suo fondatore. Dall’articolo 2 dello Statuto, si evince che essa fu creata allo scopo di “contribuire, affiancando la Biblioteca Ambrosiana, al miglior ordinamento di tutte le raccolte di oggetti d’arte, oggetti rari e storici, libri e materiale vario di carattere artistico, storico e culturale, delle opere dell’artista e relativo archivio e documenti, nonché tutti gli immobili donati alla Biblioteca Ambrosiana”. La Casa Museo fu aperta al pubblico nel 1974, e accessibile fino agli anni Novanta del Novecento. Ha riaperto solo nel maggio 2014, dopo delicati interventi di ristrutturazione.

Lodovico Pogliaghi, ritiratosi a Varese, lavorò negli ultimi anni della sua vita alla Basilica di San Vittore dove realizzò il tabernacolo in bronzo con dorature e pietre dure per la cappella del Rosario, ed eseguì opere di decorazione al Santuario del Sacro Monte, restaurando alcune cappelle e lasciando la sua impronta anche nel vicino Museo Baroffio.

Riposa nel piccolo cimitero del Sacro Monte, in quel luogo magico che fece innamorare, lui milanese, professore di Brera, e lo rese protagonista immortale di una parte della nostra Storia.
La Casa Museo è aperta da metà marzo a metà novembre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18; da giugno ad agosto anche il venerdì dalle 18.30 alle 22.30.
Per informazioni: info@sacromontedivarese.it
www.sacromontedivarese.it
Percorsi scolastici disponibili sul sito: http://www.sacromontedivarese.it/bambini-e-
scuole.html

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2019
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