Scomparso da 22 anni, ritrovato (cadavere) grazie a Google Maps

Osservando il suo vecchio quartiere su Google Maps, un uomo scopre un auto sommersa in uno stagno. All'interno i resti di un uomo scomparso da vent'anni.

Generico 2018

Era scomparso da più di vent’anni, lo hanno ritrovato, ormai cadavere, dopo che un amico ha visto la sua auto su Google Maps. Protagonista, suo malgrado, della vicenda è William Earl Moldt, americano residente in Florida. L’uomo era scomparso nel luglio del 1997: l’ultima volta era stato visto mentre lasciava un night club nel quale aveva trascorso la serata al volante della sua auto, una Sedan bianca del 1994.

Ed è stato proprio grazie all’avvistamento dell’automobile che la polizia della contea di Palm Beach è stata in grado di ritrovare i resti dell’uomo. Ad individuarla è stato un ex residente di una zona residenziale chiamata Grand Isles a Wellington, Florida. Il quale, osservando su Google Maps la zona in cui abitava, ha notato l’automobile sommersa in uno stagno. L’auto era visibile solo grazie alle foto satellitari, tanto che per 22 anni i residenti della zona non si sono mai accorti della sua presenza.

Non è chiaro come l’auto di Moldt sia finita all’interno dello stagno. Le testimonianze dell’epoca dicono che l’uomo era stato visto bere all’interno del locale in cui trascorse la sua ultima serata. La fidanzata dell’epoca spiegò alle autorità di averlo sentito al telefono alle 21.30, quando le disse che sarebbe rientrato presto. In realtà non lasciò il locale che alle 23, ma non arrivò mai a casa della sua ragazza.

All’epoca il quartiere di Grand Isles era in costruzione, ma nessuno nel cantiere notò l’auto che era finita dentro lo stagno. E fino al 2017 le immagini di Google Earth non avevano una risoluzione sufficientemente alta per permettere di distinguere l’auto di Moldt sommersa dalle torbide acque dello stagno. Ora però, una tecnologia creata con tutt’altro scopo, ha permesso di risolvere un cold case.

(Foto Google Maps via Science Alert)

di riccardo.saporiti@gmail.com
Pubblicato il 17 settembre 2019
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