Trent’anni di Comunità Giovanile, “La Festa” è un successo

La comunità bustocca che dal 1989 anima la città con musica, eventi culturali e tanto volontariato ha spento trenta candeline salutando l’estate, ma è già in pista per proporre nuove iniziative

festa 30 anni comunità giovanile

Si è conclusa una grande festa per Comunità Giovanile che ha celebrato i suoi trent’anni con numerose famiglie e giovani arrivati anche da fuori città in un tutt’uno ricco di musica, buon cibo e approfondimenti culturali.

La giornata di venerdì ha avuto protagonisti il libro di Gianfranco Peroncini dal titolo “Il podestà forestiero”, la danza acrobatica di Emotional Dance e il concerto finale a suon di blues rock anni ‘70.
Nella giornata di sabato, invece, ha riscontrato una grande partecipazione, il dibattito politico “Parliamo di Europa” in cui hanno mosso le fila gli esponenti dei principali movimenti giovanili della città: Giorgio Del Balzo di +Europa, Givago Cutillo per il Movimento 5 Stelle, Andrea Tomasini di Gioventù Nazionale e Riccardo Guzzetti per Lega Giovani.

La condivisione e l’entusiasmo, che caratterizzano da sempre l’associazione, sono stati fulcro anche del pranzo di domenica in cui ha aderito un’ottantina di persone, compresi, come amici della Comunità, il sindaco Emanuele Antonelli, il vicesindaco Manuela Maffioli, i consiglieri comunali Orazio Tallarida e Alessandro Albani e il consigliere di Sesto Calende Simone Pintori.

La festa si è conclusa a suon di jazz, con “Spring’s jam band”, che rappresenta un altro sano obiettivo dei giovani comunitari: «Comunità Giovanile ha tenuto in piedi per anni un club di musica jazz dedicandogli due sere a settimane. Il primo evento in jazz a Busto è stato organizzato da noi. – ci tiene a ricordare l’ex presidente Matteo Sabba – Sarebbe interessante ripartire da dove siamo rimasti tre anni fa proponendo questa musica difficile, ma con una storia e una sua bellezza». E ai cittadini che hanno l’abitudine di lamentarsi, lancia una sfida: «La gente deve buttarsi e aver voglia di conoscere cose nuove perché le novità e le proposte a Busto ci sono».

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Soddisfatto in primis di quanto realizzato è il presidente di Comunità Giovanile, Francesco Pannilini: «Il nuovo direttivo si è insediato a maggio quindi il tempo a disposizione per organizzare la festa era ridotto, ma grazie soprattutto ai vecchi comunitari è stato possibile proporre un qualcosa che ha dimostrato quanto la voglia di condivisione rimanga costante. Si conferma ancora oggi una scuola di vita».

Matteo Sabba, nelle vesti di presidente dal 2013 al 2016, ma attivo in comunità dal 2005, sottolinea il filo rosso che Comunità Giovanile si prefigge di portare avanti di anno in anno: «Musica, tradizioni e cultura è ciò che portiamo avanti da trent’anni e che serve a dare un esempio di divertimento diverso, lontano da ciò che è mainstream» e precisa «Offriamo uno spazio per tutti, sia per chi ha voglia di confrontarsi su tematiche importanti senza sfociare in inimicizie, sia per chi ha voglia semplicemente di scambiare due chiacchere davanti ad una birra».

Per quanto riguarda il programma delle prossime stagioni, l’associazione garantisce il servizio nelle serate di mercoledì e venerdì e prevede di proporre mensilmente almeno una conferenza di ambito culturale e un concerto, dando la possibilità a band emergenti di esibirsi. Seguiranno anche appuntamenti tradizionali come il cenone del 23 dicembre che coincide con il compleanno effettivo.

«La sfida, partendo dalle parole di 30 anni fa del fondatore Giovanni Blini, rimane quella di trovare un senso in quello che facciamo. – spiega il vicepresidente Carlo Alberto Turco – Ai tempi Giovanni lottava a favore della vita, oggi invece si lotta contra la vita virtuale, che può essere considerata una droga, in salvaguardia della famiglia, dei valori di comunità, di vita e del sano divertimento».

Continuerà ad operare a fianco della comunità, il servizio di volontariato “Quelli della tavola” che dal 2014 porta un pasto ai senza tetto, per 2/3 giorni alla settimana: «Prima assicuravamo 10/12 pasti agli “abitanti” delle ferrovie nord, ma dato il problema di degrado e le condizioni precarie piuttosto pericolose per i volontari, abbiamo deciso di soffermarci solamente sulla stazione centrale, dove sono circa 40/45 le persone seguite» spiega Matteo Sabba con la speranza di trovare presto, tramite l’assessore all’inclusione sociale, Osvaldo Attolini, un locale dove possano servire queste persone dignitosamente.

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Pubblicato il 23 settembre 2019
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