Accuse a un dipendente comunale: Beccari chiede chiarezza

Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, le dichiarazioni di Cassani hanno fatto scalpore. Beccari chiede di fare chiarezza al Sindaco che replica: "Se ci sarà un caso, non saremo omertosi"

Consiglio comunale di Gavirate

Una dichiarazione in consiglio comunale fa scoppiare un possibile caso giudiziario.
A sollevare la questione è Selvino Beccari, capogruppo di opposizione di Viva Gavirate che ha scritto una lettera aperta al sindaco Silvana Alberio stigmatizzando le accuse rivolte pubblicamente dal consigliere Cassani nel corso dell’ultimo Consiglio comunale:
«   Gentile dottoressa Silvana Alberio Sindaco di Gavirate,
nel corso dell’adunanza del Consiglio Comunale tenutosi il 30 di settembre 2019 sono state pubblicamente pronunciate parole di estrema gravità e rilevanza sotto il profilo della denuncia dell’illecito penale da parte di un consigliere di una lista di minoranza; in particolare è stato attribuito segnatamente ad un dipendente del Comune di Gavirate, un comportamento riconducibile senz’altro alla fattispecie della corruzione prevista e punita dall’ art. 318  del Codice Penale.
Non credo che a fronte della gravità delle accuse mosse ad una figura così rilevante per l’ Amministrazione Comunale, accuse peraltro circostanziate e non generiche sotto il profilo dell’indebita utilità,  possa fingersi che nulla sia accaduto per garantirsi un soporoso quieto vivere. Non si è  trattato infatti di una denuncia “politica” dell’operato dell’amministrazione rispetto alla quale la risposta, qualora insindacabilmente ritenuta opportuna, potrebbe essere della stessa natura e cioè politica, ma di una denuncia circostanziata sulla commissione di un reato, di un grave reato corruttivo previsto e punito dal nostro ordinamento.
O la denuncia del consigliere di minoranza ha un proprio fondamento,  in fatto ed in diritto,  ed allora i fatti denunciati dovranno essere  posti immediatamente all’esame dell’ autorità inquirente  e poi semmai seguirà quanto disciplinato secondo procedura,  oppure  i fatti addebitati  non rispondono a verità.. e quindi anche in questo caso si vorrà comunque trasmettere il tutto sempre alla Procura della Repubblica affinché  l’autorità giudiziaria valuti di procedere per il reato odioso di calunnia, grave delitto  previsto e punito dall’ art. 368 del Codice Penale, essendo stata  ingiustamente attribuita la commissione di un fatto penalmente rilevante a persona senza macchia».

L’accusa a cui fa riferimento Beccari indica atti decisamente poco professionali e su cui il Sindaco Alberio vuole vederci chiaro: «Devo rassicurare l’avvocato Beccari che qualora si rilevasse che ci siano stati illeciti non ci avvarremo di un “omertoso silenzio”».

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Pubblicato il 09 ottobre 2019
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