Aria pura e qualità: ecco il segreto della Torcitura

Gli studenti delle medie in visita all’ultima realtà manifatturiera della valle che ospita maestranze di grande professionalità

Pmi Day visita alla Torcitura di Garabiolo

Si scrive “Torcitura fibre sintetiche spa”, si legge Torcitura di Garabiolo: mondo a parte sulla salita che porta alla Forcora dove lavorano 30 persone attaccate alla loro professione che è più mestiere che lavoro, più passione che occupazione.

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È fabbrica di filati «ultima realtà manifatturiera di Maccagno», spiega Giovanni Campoleoni direttore dello stabilimento da circa 15 anni. «Qui si lavora sempre, a ciclo continuo. Ci fermiamo solo ad agosto per le manutenzioni, ma il resto dell’anno lavoriamo 24 ore al giorno».

Ci sono lavori dove non esiste una scuola. Questo è uno di quelli: l’ultimo arrivato è Giuseppe, un perito elettronico di Maccagno che qui sta formando e sta facendo il tirocinio grazie all’esperienza dei «vecchi».

«La nostra salvezza è stata quella di fare tanti prodotti e di piccole quantità. Questo è il nostro segreto», ha spiegato il direttore alla terza A delle medie di Maccagno con Pino e Veddasca nell’ambito di Pmi Day l’iniziativa a cura dell’Unione Industriali per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro.

«Produciamo dalle 80 alle 90 tonnellate di filato al mese, abbiamo un magazzino a Parabiago e la nostra attività è di dare al filato un certo numero di torsioni al metro che può cambiare le caratteristiche del prodotto finale utilizzato anche dai grandi marchi della moda».

Perché continuare a produrre a Garabiolo? La domanda parte dalle tante curve per arrivarci, dai quasi 600 metri di altitudine dove la giornata col tempo “da lupi” di oggi, martedì, ha dato il saggio della brutta stagione alle porte: acqua, neve, gelo e in ultimo qualche problema logistico, coi lavori sulla statale che dureranno quasi due anni.

«Perché c’è un’aria particolare con una qualità eccellente e con pochissime polveri sottili che dà al filato una lucentezza speciale. E soprattutto c’è un livello di umidità costante», spiega Campoleoni, tecnico aeronautico “volato” nel tessile, settore divenuto la sua sfida.

E poi per la grande tradizione manifatturiera che questa azienda garantisce, dove hanno lavorato generazioni di operai e operaie. La visita allo stabilimento ha compreso tutte le fasi della produzione ed è stata spiegata ai ragazzi l’importanza del riciclo dei materiali e dell’economia circolare: è stata la prima torcitura in Europa ad avere la certificazione Oeko-tex, e ha fatto importanti investimenti sull’illuminazione a led e risparmio energetico.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 19 novembre 2019
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