Maggioranza trasversale per la mozione sull’integrazione di donne e minori

La proposta di riconoscere i corsi di italiano e cultura italiana già avviati nel 2012 dall'Istituto De Amicis, presentata da Cinzia Berutti del Pd, ha trovato consensi non solo a sinistra

consiglio comunale busto arsizio cinzia berutti

L’inserimento di alunni stranieri nella scuola è una realtà ormai consolidata e anche il consiglio comunale di Busto Arsizio si interroga su come gestire questo cambiamento. Un cambiamento che ha visto partiti e persone con visioni diverse, convergere sulla necessità impellente di dare strumenti, soprattutto alle mamme dei bambini stranieri che sono spesso in difficoltà nella gestione dei rapporti con la scuola per problemi culturali e di lingua.

Per questo la consigliera comunale del Pd, Cinzia Berutti, insegnante, ha presentato una mozione per dotare di strumenti culturali e linguistici soprattutto le donne che nelle famiglie migranti si occupano della gestione dei figli per tutto l’anno. Per farlo al meglio hanno bisogno di una effettiva integrazione nel tessuto sociale di accoglienza. Per questo nel 2012, è nato presso l’Istituto Comprensivo De Amicis di Busto Arsizio, il progetto Donne e Minori.

I rapporti con gli operatori scolastici, avviati solitamente dall’uomo di casa al momento dell’iscrizione, vengono poi delegati alle donne, le quali tuttavia faticano a confrontarsi con una realtà così diversa, sia per la mancanza di una competenza linguistica adeguata che per motivi culturali e religiosi.

Il progetto, presentato in commissione cultura nei giorni scorsi con il voto favorevole di Pd, 5 Stelle, Forza Italia e Lombardia Ideale (Paolo Efrem), è pensato per donne e minori e persegue alcuni obiettivi: favorire l’integrazione delle famiglie immigrate nel contesto sociale, con particolare attenzione alle donne straniere, ponendosi in ascolto delle richieste e delle difficoltà che le madri incontrano nella quotidiana gestione dei figli nell’ambito scolastico e familiare, ma anche favorire il coinvolgimento nella comunità, prevenire il disagio scolastico degli alunni stranieri, educare al valore delle regole, favorire l’idea che l’immigrazione sia anche una risorsa e costruire un itinerario di nuova cittadinanza.

Per la consigliera del Pd: «Per l’istituzione scolastica è una sfida ed uno stimolo a rinnovarsi e deve essere vissuta come elemento di novità, spinta al cambiamento, occasione per crescere; occorre ripensare ai nostri valori e alla nostra cultura, riconoscere la società multiculturale, ridefinire i compiti dell’istituzione scolastica, scegliere i contenuti dell’insegnamento in relazione allo loro effettiva individuare adeguate modalità relazionali per accostarsi agli alunni stranieri ed alle loro famiglie. La scuola deve proporsi come “luogo della mediazione”, ambito privilegiato per la creazione di relazioni e la condivisione di significati intermedi tra realta accogliente e migrante. Ogni anno gli istituti scolastici cittadini accolgono diversi alunni NAI (Neo Arrivati in Italia) e, per loro, attivano sono percorsi di prima alfabetizzazione con l’intervento di personale scolastico ed in collaborazione con la Rete cittadina per l’Accoglienza».

La consigliera è soddisfatta del risultato conseguito in commissione: «Il progetto è stato compreso e ha toccato prima le persone rispetto ai partiti di provenienza. Il valore educativo è chiaro. Ora spero che in consiglio comunale si riesca a raggiungere anche l’attenzione di chi si è astenuto».

In conclusione, però, l’impegno delle realtà associative del territorio non basta e la consigliera chiede un riconoscimento e un sostegno al progetto che già da qualche anno sta portando i suoi frutti in città, grazie all’impegno dei volontari e che a Cavaria, maggioranza leghista, è partito proprio quest’anno col contributo del Comune. Se ne discuterà nel prossimo consiglio comunale, sperando che la maggioranza creata ad hoc, regga.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 06 Dicembre 2019
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