Il paese raccoglie 800 firme, Banca Intesa a fine anno chiude lo stesso

L'ufficio reclami della banca non ha mai risposto alla lettera del sindaco che sta vagliando alternative con altri istituti di credito che sposino «il concetto di prossimità e di fidelizzazione meglio di un grosso gruppo bancario, che oggi pare non essere più in grado di venire incontro alle necessità dei propri clienti»

banca intesa

Se andate sul sito di Gruppo Intesa Sanpaolo e cliccate sulla voce “Chi siamo”  compare questa descrizione: «Il Gruppo Intesa Sanpaolo è uno dei principali gruppi bancari in Europa, con una capitalizzazione di mercato di 40,3 miliardi di euro, ed è impegnato a sostenere l’economia nei Paesi in cui opera, in particolare in Italia, dove è anche impegnato a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale». (foto di repertorio)

Ora se provate ad andare a Taino, piccolo comune in provincia di Varese, e chiedete alla popolazione che cosa pensa della responsabilità sociale di questa banca, è altamente probabile che le risposte non saranno lusinghiere nei confronti del colosso bancario torinese. La ragione è semplice e anche più che giustificata: a Taino Banca Intesa a fine anno chiuderà i suoi sportelli, snobbando di fatto la reazione di 800 cittadini che hanno esplicitamente detto “No” alla chiusura.

Il sindaco Stefano Ghiringhelli, schierato in prima fila contro questa decisione, ha scritto alla banca una lettera dall’incipit inequivocabile: «Egregio direttore responsabile, con la presente sono a segnalare, come peraltro già fatto sul form online, il grande disagio causato agli utenti dal vostro istituto di credito con la chiusura della filiale nel territorio di Taino».

Nella lettera inviata all’ufficio reclami della banca a fine novembre, si fa presente la grande delusione da parte dei cittadini che, dopo aver affidato per moltissimi anni la cura dei propri risparmi all’istituto, si ritrovano ora con una banca che chiude i battenti senza preoccuparsi delle piccole aziende della zona e soprattutto pensionati e chi, nella banca del paese, ha sempre trovato una risorsa consulenziale importante.

La chiusura della sede di Banca Intesa a Taino rientra in un piano ben più corposo  che prevede la dismissione di circa 1.500 sportelli. «Nei piccoli centri la presenza di una filiale rappresenta un baluardo contro lo spopolamento, rappresenta una sicurezza per quelle fasce di utenti che si trovano spaesati di fronte alla complessità delle gestioni online – afferma il sindaco. A Taino i funzionari di banca non sono semplici addetti ma consulenti personali, che aiutano i clienti a districarsi tra le complessità del mondo moderno, anche per questioni non prettamente aderenti al mondo bancario. Per paesi come il nostro, in cui l’età media è alta, la presenza di una filiale fisica dà la possibilità alle persone anziane di potervi accedere senza essere costretti a spostarsi nei paesi limitrofi, geograficamente molto vicini, ma difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici».

Banca Intesa non ha risposto alla lettera del primo cittadino, forse perché è difficile trovare argomentazioni a una contraddizione evidente: la schizofrenia di una ricerca di qualità della vita migliore nei piccoli comuni rispetto alla grande città da una parte, e la dismissione dei servizi più elementari dall’altra, come quelli di una banca appunto, con servizi come il Bancomat e la ricarica delle prepagate.

L’amministrazione comunale non si è fermata e sta già cercando un’alternativa contattando altri istituti di credito. «Cercheremo altri istituti di credito che sposino il concetto di prossimità e di fidelizzazione meglio di un grosso gruppo bancario, che oggi pare non essere più in grado di venire incontro alle necessità dei propri clienti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 dicembre 2019
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