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Emergenza sanitaria, un milione dalla camera di Commercio per le imprese varesine

In un documento, la Camera di Commercio di Varese spiega cosa hanno cominciato a mettere in campo per le imprese del territorio

#VAreseVAsempreaVAnti, la conferenza stampa a Ville Ponti

Le misure a sostegno delle imprese sono stati i principali argomenti della  eccezionale conferenza stampa – in questi tempi in cui tutto è rimandato e sospeso –  che ha organizzato la Camera di Commercio e a cui erano presentiil presidente di Camera di Commercio Fabio Lunghi e il segretario generale Mauro Temperelli.

«L’aspra congiuntura economica che stiamo vivendo a seguito dell’emergere della crisi legata al coronavirus Covid-19, impone un’azione immediata e chiara nei contenuti a favore delle imprese, dei lavoratori e di tutti gli operatori del nostro territorio – ha esordito Fabio Lunghi –  Alla luce di questa premessa, come ente chiamato a rappresentare gli interessi generali per il sistema delle imprese varesine, la Camera di Commercio ha avviato un confronto con tutti i suoi stakeholder: associazioni imprenditoriali, mondo delle professioni, sistema bancario e organizzazioni sindacali».

Su un piano più generale e sulla scia del decreto legge annunciato nelle ultime ore: «Confermiamo la necessità di estendere la valenza di fondi e interventi riservati alle cosiddette “zone rosse” a quelle aree che, come anche la nostra provincia, hanno subito e continueranno ad accusare le pesanti ripercussioni dell’emergenza: a livello economico, sui consumi, sulla domanda “interna” e sulla “reputazione” a livello internazionale».

A incidere pesantemente però hanno contribuito anche: «Alcuni gravi errori di comunicazione. Errori che hanno dipinto in maniera tragica, abusando del sensazionalismo, l’emergenza italiana, facendola percepire a dir poco drammatica dagli interlocutori mondiali con i quali le nostre imprese si raffrontano quotidianamente: siano essi fornitori, clienti, turisti, uomini d’affari, partner commerciali, viaggiatori o investitori».

E’ arrivato perciò il momento di reagire: e sotto l’hashtag #VAreseVAsempreaVAnti, l’ente camerale ha predisposto un primo piano di aiuti: «Come primo e significativo intervento nel breve periodo, stanzieremo un fondo straordinario di non meno di un milione di euro per provvedimenti tempestivi, che andremo a delineare in una prossima Giunta d’urgenza, chiedendo a Regione Lombardia di raddoppiare le risorse da mettere in campo, assicurandone un’immediata spendibilità –  ha spiegato Lunghi – Questo a beneficio di quella molteplicità di aziende – soprattutto del turismo, del commercio, dei trasporti e dei servizi – che per prime stanno pagando lo scotto delle pur necessarie azioni di prevenzione sanitaria messe in atto dalle competenti autorità».

I milioni per la provincia, con il contributo della Regione potrebbero quindi diventare due: «Che potrebbero aumentare ancora se il Governo ci concedesse di evitare il riversamento annuo obbligatorio nelle Casse dello Stato, che a Varese ammonta intorno ai 500mila euro – spiega il segretario Generale Mauro Temperelli – Cifre che metteremmo direttamente a disposizione delle imprese, portando la somma a due milioni e 500mila euro totali».

MALPENSA, UN CROLLO ANNUNCIATO

Tra le peculiarità del nostro territorio, incide in particolare la filiera aeroportuale che fa capo allo scalo di Malpensa: «Per ogni volo in meno schedulato, si calcola che la perdita dell’indotto territoriale, riferita ai soli passeggeri, sia stimabile in 75mila euro, tra hotel, food, intrattenimento e spostamenti».

A beneficio delle imprese, camera di Commercio sta valutando anche come «Rimodulare e potenziare anche le azioni già messe in campo da Camera di Commercio sul versante dell’internazionalizzazione, con particolare riferimento all’interscambio commerciale. Un ambito tanto importante per il nostro sistema economico in termini di quota di valore aggiunto generato (l’export conta per oltre il 40% su un totale di 24 miliardi annui) e per il quale sono di vitale importanza tutte quelle relazioni oggi fortemente colpite dall’emergenza sanitaria – ha spiegato Lunghi –  Siamo pronti allora sia a rimodulare l’operatività in tema di internazionalizzazione sulla base delle mutate necessità causate da questa crisi sanitaria, sia a valutare l’opportunità di intensificare il volume stesso delle risorse finora destinate».

«Tra i settori  più esposti sul fronte della crisi, un segnale di altrettanta concretezza merita il turismo, con le sue strutture: alberghi, campeggi, agriturismi e B&B. La drammatica ed improvvisa perdita di clientela subita dal mondo della ricettività è sotto gli occhi di tutti: fiere annullate, eventi cancellati e chiusura delle rotte aereE  – Sottolinea Lunghi – Il tasso di occupazione delle stanze, che negli alberghi varesini nel 2019 era in media del 76%, secondo le prime indicazioni  è crollato al 10% in una settimana. Su questo, potrebbe avere un effetto ulteriormente negativo l’annullamento di quegli eventi sportivi a valenza turistica su cui il nostro territorio ha investito negli ultimi anni, beneficiando anche di un ambiente particolarmente adatto, come Special Olympics, che doveva svolgersi sul nostro territorio e che è stato recentemente annullato».

La Camera di commercio chiede perciò : «Ai Comuni di ripensare, nell’urgenza dell’immediatezza, la Tassa di Soggiorno: pur ribadendone l’importanza quale strumento per alimentare un circolo virtuoso in termini di attrattività territoriale, riteniamo che la situazione contingente possa suggerire un segnale a favore degli operatori della ricettività. Questo con l’obiettivo di recuperare, il prima possibile, quella domanda turistica internazionale e nazionale che, negli ultimi dieci anni, ha visto raddoppiare sia gli arrivi, sia le presenze nelle strutture varesine.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 03 marzo 2020
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