“Chi mi tutelerà come mamma e professionista?”

Un appello di Sonia Milani, titolare di 23&venti, realtà che da anni organizza eventi e iniziative. "Chiedo per me e per tutta la nostra categoria un tavolo di lavoro per la verifica di una tutela del nostro operato"

Sguardi Febbraio 2016

Non è un periodo facile, non lo è per nessuno e non lo è per noi.

“Noi” siamo gli organizzatori di eventi e i nostri collaboratori. Una categoria spesso invisibile, per un servizio considerato “superfluo” e quindi non tutelato

Ma davvero creare la magia di un evento, ideare, pianificare, organizzare, allestire, divertire, far sorridere, supportare, valorizzare, possono essere considerati aspetto “superflui”?

Sono una donna, un’imprenditrice a tutti gli effetti (lavoro, pago le tasse, la Camera di commercio e l’Inps), che si è ritrovata – per una legittima e condivisibile decisone di tutela della salute di ognuno di noi – improvvisamente disoccupata per almeno un mese, con eventi ideati e pianificati con cura, andati distrutti con qualche telefonata o mail; sono una mamma che sta a casa con le proprie bambine di 9 e 6 anni, perché – per una legittima e condivisibile decisone di tutela della salute di ognuno di noi – scuola ed asilo sono chiusi.

Dicono che i datori di lavoro possono dare un congedo ai propri dipendenti in questa situazione ed avere un rimborso dallo Stato, ma io sono datrice di lavoro di me stessa, chi mi tutelerà come mamma e professionista?

Siamo in tanti come me, siamo Associazioni, siamo artisti, siamo lavoratori che meritano la stessa dignità riconosciuta ad altri imprenditori, anche se non abbiamo una fabbrica, uno stabilimento, una produzione: noi diamo un servizio, realizziamo sogni, divulghiamo cultura. Serve altro?

Chiedo per me e per tutta la nostra categoria un tavolo di lavoro per la verifica di una tutela del nostro operato, delle ore di tempo investite andate in fumo, per eventi che non hanno visto la luce, a pochi passi dalla loro realizzazione.
Il nostro lavoro, prima di un evento, è silenzioso, invisibile, ma costante e richiede anche degli investimenti economici preventivi, che con l’annullamento di un appuntamento, sono per noi un danno serio, da non sottovalutare per la continuità delle nostre attività.

Chiediamo alle istituzioni di pensare se esistono bandi o risorse per le quali era stata pensata una destinazione unica, che potrebbero essere rivisti, per permetterci di beneficiare di una ridistribuzione, che ci dia la possibilità di affrontare dignitosamente le settimane a venire, tamponando i danni subiti, per forze di causa maggiore, alla nostra professionalità.

Il mio è un appello anche a tutti i colleghi del Comune, della Provincia e della Regione: uniamoci, non abbattiamoci, rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo da qui per chiedere un serio riconoscimento della nostra competenza e della nostra utilità sociale, che fino ad oggi – forse da noi per primi – sono state sottovalutate.

#cisiamoanchenoi

Sonia Milani
Titolare 23&venti
Presidente Associazione 23&20

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 marzo 2020
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