Il Cibo centro della vita, pensieri in Quarantena

Il racconto di Claudio, responsabile di Slow food: "Facendo la solita spesa quotidiana possiamo aiutare la nostra salute e l'ambiente leggendo le etichette"

Sguardi settembre

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Di seguito la storia di Claudio.

Come tutti in questo periodo di calma isterica ho avuto modo di riflettere sulla vita quotidiana, sui nostri comportamenti che spesso sono solo dettati da una non scelta,  siamo di corsa per mille impegni, spesso non necessari pensandoci ora con calma, ma ci sembravano impellenti, inderogabili, indispensabili…e ora? la vita continua con altri ritmi e altre necessità magari più semplici, ma continua…capiamo l’importanza dei rapporti umani, dell’amicizia, della salute.

A proposito di salute, come responsabile di Slow Food per la Provincia di Varese mi occupo di cibo, cibo che è molto di più di quanto si pensi.

Mangiamo tre volte o più al giorno, tutti i giorni, tutta la vita. Pensiamo quanti quintali di verdura, pasta carne pesce ecc…e dietro a tutto c’è chi coltiva, chi alleva, chi pesca, chi trasforma, chi inquina..c’è l’ambiente col clima che condiziona gli sforzi dei contadini e allevatori e si fa condizionare dalle emissioni degli allevamenti intensivi, dall’invasione delle plastiche, micro e non, dagli inquinamenti industriali che penetrano nella terra, nell’acqua, veleni che ritornano a noi attraverso il cibo…un ciclo perverso che non risparmia nemmeno l’inquinatore.

Cibo che è causa di immigrazione per la sua raccolta, o è merito per sfamare gli immigrati che lavorano i campi. Cibo che purtroppo è diventato solo merce per chi detiene il monopolio degli acquisti puntando solo a pagare il minimo (da qui lo sfruttamento degli immigrati), frustrazione per chi si dedica al mestiere più antico, l’agricoltura e l’allevamento, forse i lavori più belli al mondo.

In questi giorni forse l’abbiamo compreso un po’ di più, facendoci il pane il casa con la meraviglia della lievitazione scegliendo, ora con calma, le farine migliori, non quelle insulse del primo prezzo sullo scaffale, magari ci siamo dedicati all’orto, caspita che differenza di sapore la verdura appena colta…l’insalata non imbustata..

Torneremo alla normalità, non avremo più tempo forse per queste cose, ma anche facendo la solita spesa quotidiana possiamo aiutare la nostra salute e l’ambiente leggendo le etichette, scegliendo prodotti nostrani, magari locali, ma sempre ricordando che dietro ad un pezzo di formaggio, un pomodoro a tutto ciò che mangiamo non c’è solo uno scontrino, ci sono persone che lavorano e che se sono gratificate da un prezzo giusto continueranno a produrre cibi buoni e puliti.

 

Claudio Moroni, Comerio

 

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Pubblicato il 27 maggio 2020
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