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Pinti: “Altro che movida, il sindaco pensi alle realtà che chiudono”

La questione Movida sollecita anche i banchi dell'opposizione: a parlarne, il consigliere comunale della Lega Marco Pinti

marco pinti

La questione Movida sollecita anche i banchi dell’opposizione.

A parlare per primo è Marco Pinti: «Dispiace che il Sindaco di Varese, dopo una gestione senza eccessi della sua comunicazione nella fase di emergenza, cerchi ora di scaricare sui cittadini il suo evidente fallimento nei mancati controlli del weekend – commenta il consigliere della Lega – Infelice e ingiusta la narrazione che cerca di imporre,  quella di una Varese incivile e irresponsabile, quando invece i varesini si sono dimostrati attenti e rispettosi delle regole per tutta la durata della quarantena e anche nel fine settimana si sono comportati nel complesso responsabilmente, come ha potuto constatare chiunque. Stucchevole infine il ricorso a minacce e penultimatum, con paventati coprifuoco e chiusure che finirebbero solo per penalizzare ancora di più i commercianti già in ginocchio dopo mesi di chiusura forzata».

Il consigliere leghista ha una proposta diversa per Davide Galimberti: «Il Sindaco farebbe bene a occuparsi per tempo della crisi economica che già sta mietendo le sue vittime,  dall’Upim fino a locali storici che sono stati per anni colonne del commercio cittadino – Conclude Pinti – A questo dovrebbe pensare un Primo Cittadino, convocando al più presto un tavolo permanente per gestire le crisi aziendali in corso e scongiurarne di nuove, così come recentemente chiesto ufficialmente dalla Cisl, e mettendo in campo provvedimenti di esenzione dai tributi e investimenti che diano ossigeno alle molte piccole attività produttive, artigiani, ristoranti e alberghi,  che già oggi rischiano di fallire».

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Pubblicato il 26 maggio 2020
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