Covid-19, in Lombardia l’indice di contagio Rt resta sotto l’1

Secondo i dati che si riferiscono alla settimana dal 22 al 28 giugno con 652 casi diagnosticati di Coronavirus e un'incidenza di 6.48 per 100.000 cittadini la Lombardia ha un indice Rt di 0.89

coronavirus foto generiche vario varie

Con 652 casi diagnosticati di Coronavirus e un’incidenza di 6.48 per 100.000 cittadini la Lombardia, secondo i dati certificati dal Ministero della Salute e dall’Istituto di Sanità, ha un indice Rt di 0.89 (con un intervallo di confidenza compreso tra 0.54 e 1.28).

Si tratta dell’indice che misura l’andamento dell’epidemia e che è tanto più positivo quanto più resta al di sotto del numero 1, la soglia superata la quale significa che l’epidemia è in piena e preoccupante crescita. Questi numeri si riferiscono alla settimana dal 22 al 28 giugno, l’ultima per la quale sono stati convalidati i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo il report della cabina di regia ministeriale, per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione 2-3 settimane prima, ovvero prevalentemente nella terza fase di riapertura (tra il 1-14 giugno 2020). Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti.

Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg (periodo 15/6-28/6) di 4.7 per 100.000 abitanti (in diminuzione).

Nelle sue conclusioni il report dice che il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso è contenuto. Questo avviene grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione.

Secondo l’Istituto di Sanità non sorprende pertanto osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali.

La curva epidemica in Lombardia

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore