Polenta, funghi e… sicurezza. Al via in Ticino la campagna “Montagne sicure”

I consigli delle autorità cantonali per evitare di farsi male in montagna e in particolare quando si cercano i funghi

Porcini

La stagione della raccolta di funghi si avvicina e i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Di nuovo, dunque, nell’ambito del progetto “Montagne Sicure” del Dipartimento delle Istituzioni, la Polizia cantonale torna a sensibilizzare i raccoglitori di funghi e gli escursionisti che percorrono boschi e vallate del Ticino.

L’invito è innanzitutto ad essere responsabili e consapevoli: “È mattino presto, la luce del sole si insinua lentamente tra gli alberi del bosco, fruscio di foglie bagnate, la mano tesa per raccogliere l’agognato porcino e poi… Il finale lo lasciamo decidere a voi: una tradizionale polenta e funghi in compagnia o un infortunio con conseguenze anche gravi con trasporto in elicottero verso l’ospedale?”

Appelli che le autorità svizzere non si stancano di ripetere e che forse stanno già dando buoni frutti: “Nel 2019 – scrive la Polizia cantonale  – vi sono state 5 morti in montagna mentre nel 2018 erano state 15. Gli interventi di soccorso sono stati effettuati dal Gruppo ricerche della Polizia cantonale, all’opera nei casi più gravi e complicati, in collaborazione con i partner (SAS, REGA, 144…). Negli ultimi 5 anni questa attività ha permesso di soccorrere 136 persone, con un bilancio di 91 feriti e 45 morti”.

Sei delle persone decedute erano nei boschi per raccogliere funghi. Una passione coinvolgente, che permette di assaporare al meglio la natura che ci circonda. Il bosco nasconde tanta bellezza, ma anche numerosi pericoli derivanti ad esempio dal terreno bagnato e dagli irti pendii. Il suolo impervio richiede al cercatore di funghi di confrontarsi con numerosi ostacoli di marcia, poiché spesso si abbandonano i sentieri per avventurarsi in zone discoste e maggiormente propizie alla raccolta.

La caduta, come anche per gli escursionisti, è quindi la tipologia di infortunio maggiormente riscontrata. Gli interventi di ricerca e soccorso si rivelano spesso complicati a causa delle difficoltà derivanti dalla conformazione della montagna e dall’individuazione precisa della zona in cui l’escursionista o il cercatore di funghi sono dispersi. In quest’ambito il maggiore pericolo, come detto, è costituito dalle cadute anche a seguito di malori generati da affaticamento eccessivo.

Seguire pochi ma importanti consigli può salvare la vita.

  • Porre la dovuta attenzione all’equipaggiamento è basilare. In particolare bisogna calzare, anche su terreni all’apparenza poco impegnativi, gli scarponi da montagna, evitando l’uso di stivali di gomma; occorre dotarsi di bastoncini ed evitare i cestini, che tengono occupata una mano, preferendo uno zaino.
  • Abitualmente i cercatori di funghi si muovono in solitaria, poiché vogliono mantenere gelosamente segreti i luoghi di raccolta. Una cattiva abitudine che andrebbe evitata poiché, in mancanza di compagni, gli infortuni possono risultare forieri di ulteriori difficoltà. Anche una piccola frattura a una caviglia può determinare l’immobilità e quindi l’impossibilità di ricercare soccorso. In questi frangenti un cellulare è sicuramente utile, ma spesso in montagna e nei boschi sono ancora presenti delle aree senza campo. Inderogabile diviene quindi la regola di comunicare a familiari o conoscenti il luogo e il percorso che s’intende seguire, non variarlo, e avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così ci sarà qualcuno che potrà celermente dare l’allarme contattando la Centrale Comune di Allarme (CECAL) al 117.
  • Valutare meticolosamente l’itinerario che si vuole affrontare, che deve essere confacente alla propria forma fisica, nonché informarsi sulle condizioni meteo per non dover fare i conti col maltempo, in particolare i temporali.
  • Nel caso in cui ci si perdesse non bisogna mai farsi prendere dal panico. Il consiglio principale è sempre quello di tornare sui propri passi.
  • In caso di necessità un piccolo zaino ben attrezzato sarà utile per far fronte agli imprevisti. Lo stesso dovrebbe contenere un kit di pronto soccorso (cerotti, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile e antivento, un telo termico, una pila, cibo e soprattutto una borraccia d’acqua.

Con i pochi consigli e accorgimenti elencati l’escursione e la raccolta di funghi potranno essere svolte in tranquillità e senza correre rischi eccessivi.

Qui l’infografica prodotta dalla Polizia cantonale

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Agosto 2020
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