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Aumenta la violenza sulle donne: in Questura una nuova sala per ascoltarle

Nei primi 9 mesi del 2020 eguagliato il numero di casi affrontati in tutto il 2019. Per l'ascolto protetto delle vittime nasce la Sala Monnalisa

Nel 2019 l’attività di contrasto alla violenza sulle donne svolta in provincia di Varese dalla Polizia aveva portato a 34 ammonimenti (provvedimenti amministrativi contro gli aggressori) e allo stesso numero si è già arrivati dopo i primi 9 mesi del 2020. Un fenomeno quindi in aumento che la Questura di Varese contrasta anche dedicando alle donne vittime di violenza la nuova stanza Monnalisa, dove ascoltare il loro racconto in un ambiente protetto che testimonia tutta l’attenzione alla lotta contro questa piaga.

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Inaugurazione Sala Monnalisa in Questura 4 di 23

Ricavata dalla ristrutturazione di un vecchio ufficio al primo piano, la nuova “Sala Monnalisa” è stata inaugurata nella mattinata di oggi, 30 settembre, dal questore Giovanni Pepè, dal procuratore generale Daniela Borgonovo e da  Alfredo e Lella Ambrosetti che hanno sostenuto e finanziato il progetto per la riqualificazione della stanza, disegnata e realizzata dall’architetto Elisabetta Cortesi: “Da donna ho donato questo mio lavoro alle donne che sono vittima di violenza perché possano trovare qui un ambiente accogliente e protetto che le aiuti nel difficile compito di raccontare le violenze subite”. “Maltrattamenti che sono ancora più difficili da far emergere quando avvengono nel contesto familiare, con il carico di umiliazione e mortificazione che questo comporta – ha aggiunto Borgonovo – Fondamentale per contrastare il fenomeno è stimolare la fiducia delle donne nella capacità delle Forze dell’ordine di ascoltare e di agire in uno sforzo che trova il sostegno, anche in questo caso, della società civile”, ha aggiunto ringraziando la famiglia Ambrosetti.

Alla cerimonia hanno partecipato anche agenti e ufficiali che operano sul campo. “Il profilo del maltrattante non esiste, può essere chiunque a prescindere dal grado di istruzione e dalla condizione economica, sociale o lavorativa – precisa Silvia Passoni, dirigente della squadra mobile – Nessuna violenza è meritata e tutte vanno denunciate, senza vergogna“. “Quando interveniamo sul posto spesso la situazione appare calma, ma siamo consapevoli che lontane dal contesto in cui si è consumata, o magari viene reiterata la violenza, le vittime sono più portate a raccontare quanto accaduto”, aggiunge Francesco Pino, dirigente delle volanti. “Siamo qui in tre a rappresentare  una squadra compatta che in Questura lavora per contrastare la violenza contro le donne – spiega Angela De Santis, dirigente della divisione anticrimine – Siamo subito operativi, ai primi segnali di percosse interveniamo con l’ammonimento, un provvedimento amministrativo con precise conseguenze sul maltrattante e che costituisce la base per successive indagini”.

Le attività investigative della Questura di Varese su reati di violenza contro le donne sono stati 21 nel 2019 e sono 13 nei primi 9 mesi del 2020.
A marzo la Questura di Varese ha stipulato un protocollo con la cooperativa Dorian Gray che con i suoi psicologi segue i maltrattanti per recuperarli e contribuire così a interrompere la catena di atti vessatori da loro perpetrati.

Di seguito la poesia di Shakespeare “In piedi signori davanti a una donna” che già nel 1600 denunciava la meschinità della violenza degli uomini contro le donne. Poesia letta da Lella Ambrosetti durante l’inaugurazione e riportata sulla targa che accoglie le donne in Sala Monnalisa.

Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

William Shakespeare

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 Settembre 2020
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