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Gianluigi Fontana dice addio alla Procura di Busto e chiude una carriera lunga 42 anni

Il procuratore era a capo degli uffici di Busto Arsizio dal 2013. L'ultimo grande caso di cui si è occupato è quello del medico di Saronno condannato all'ergastolo

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Gianluigi Fontana lascia la toga e la Procura di Busto Arsizio dopo 7 anni alla guida degli uffici di largo Giardino. Tornato a Busto nel 2013 (dopo essere stato sostituto procuratore dal 1987 a metà degli anni ’90 e prima ancora pretore a Saronno), aveva lavorato alla corte d’appello di Milano come sostituto procuratore generale ed è stato procuratore facente funzioni a Lodi dal 2010. Da ieri, lunedì, non occupa più l’ufficio al secondo piano.

Nato a Udine, negli anni ’60 si è trasferito a Saronno con i genitori e il fratello. Dopo aver conseguito nel 1974 la laurea in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano con una tesi in diritto processuale civile, è entrato in magistratura prestando servizio per oltre 42 anni. Una carriera brillante legata al territorio dove si è occupato dei casi più complessi.
L’ultimo, il più grande, lo ha condotto insieme al sostituto procuratore Maria Cristina Ria sulle morti sospette all’ospedale di Saronno e tra i familiari di Laura Taroni: «Non posso vantare alcun successo nella mia carriera in Procura – racconta nel suo primo giorno di pensione – ma tanti sospiri di sollievo. L’ultimo, il più intenso, il processo al medico del Pronto Soccorso di Saronno, Leonardo Cazzaniga. La condanna è stata un sollievo nel senso più liberatorio del termine perché in quei momenti pensi che la Corte possa spazzare via il lavoro di anni».

Poi l’ultimo anno, il 2020, col covid-19 a complicare una situazione che già non era rosea, la prova più terribile per chi ha avuto qualche problema di salute e proprio per questo praticamente costretto ad anticipare l’addio alla Procura di 10 mesi. Ora lo aspetta una nuova vita che non aveva ancora programmato «tutta da costruire» – dice e noi della stampa, che abbiamo imparato a conoscerlo schivo e di poche parole ma sempre concentrato sul lavoro. A lui va l’augurio di una serena pensione.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 01 Settembre 2020
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