Traffico illecito di rifiuti, di nuovo in manette Frustillo e Mario Accarino

Nuova operazionecontro il traffico illecito di rifiuti che coinvolge il faccendiere di origini calabresi finito in carcere a luglio con Paolo Efrem e una nota famiglia fagnanese già implicata in traffici di rifiuti

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Il traffico di rifiuti in Lombardia continua ad essere messo sotto osservazione dalla Procura di Milano. Undici nuovi arresti sono stati eseguiti nei giorni scorsi e di nuovo compare il nome di Daniele Frustillo, già in carcere insieme all’ex-consigliere comunale di Busto Arsizio Paolo Efrem con l’accusa di aver favorito la ‘ndrangheta attraverso un sistema di false fatturazioni finalizzate a drenare soldi dalla Srm di Como, gestita dal bustocco Matteo Molinari, verso la cosca di ‘ndrangheta dei Farao e di aver gestito un traffico di rifiuti speciali illecitamente stoccati in diverse zone d’Italia insieme ad un altro gruppo di esponenti delle ndrine, legati ad Angelo Romanello.

Frustillo questa volta si è avvalso della collaborazioni di altri “professionisti” dell’illecito nel campo dei rifiuti e cioè la famiglia Accarino con Mario Accarino, la figlia Laura e il nipote Francesco (tutti arrestati). Si tratta di una famiglia di origini campane insediatasi da decenni nel territorio di Fagnano e coinvolta in diverse operazioni della Procura di Busto Arsizio per traffico illecito di rifiuti. Salvatore, il capostipite del gruppo, è ancora latitante e le ultime informazioni lo davano stabilmente in nord-Africa per evitare di scontare la pena inflittagli anni fa. A febbraio del 2018 la confisca di numerosi beni a loro intestati.

Sequestrati beni per milioni di euro a Mario e Salvatore Accarino

Per lavorare nello stesso ramo Mario Accarino e Laura erano stati assunti da un’azienda di trasporti, la Drosi srl di Gabriele Drosi (anche lui di Fagnano Olona e oggetto di custodia cautelare in carecere) dove si occupavano proprio del ramo rifiuti cercando di allargare sempre di più il business, acquistando tramite prestanome altre società di trattamento rifiuti e ritirandoli dalle aziende che si affidavano a loro per lo smaltimento. Invece di eseguire il recupero dei materiali, i rifiuti venivano stoccati in capannoni fino a riempirli. Il tutto veniva fatto senza qualifiche e senza autorizzazioni, come sempre.

I rapporti tra Frustillo e Accarino sono finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura. La sua intermediazione abusiva presso numerose imprese del territorio di Busto Arsizio e dintorni nel trattamento dei rifiuti è risultata pervasiva al punto di spostare con estrema disinvoltura pacchetti di clienti da un’azienda di smaltimento ad un’altra, esattamente come aveva fatto con la Smr di Molinari. Mario e Laura Accarino, da parte loro, ritiravano i rifiuti attraverso i mezzi della Drosi srl e, invece di trattarli, li faceva transitare in capannoni acquisiti tramite prestanome e con la tecnica del giro-bolla li trasferiva tal quali nei siti finali di stoccaggio.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 22 Ottobre 2020
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