Quantcast

Dalla Campania alla Calabria passando da Como, il viaggio dei rifiuti gestito dalla ‘ndrangheta

Tra i sei arrestati dell'operazione "Il Feudo" c'è anche un 34enne bustocco, titolare della Smr Ecologia di Como, azienda decotta finita nelle mani di un uomo vicino alle cosche

carabinieri noe capannone rifiuti abusivo

Sede legale a Busto Arsizio, nell’elegante via Milano al numero 5, sede operativa a Como, in località La Guzza. La Smr  Ecologia srl del bustocco Matto Molinari era una delle aziende di trattamento rifiuti compresa nell’ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Milano che ha portato all’arresto di sei persone, tra le quali anche lo stesso Molinari per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. L’inchiesta, denominata “Il Feudo”, è nata da un collegamento con gli incendi ai depositi di rifiuti in Lombardia come quello di Corteolona, in provincia di Pavia, avvenuto nel 2018.

Galleria fotografica

L'incendio di Corteolona 4 gennaio 2018 4 di 4

Secondo la ricostruzione degli inquirenti al centro dell’indagine ci sarebbe un enorme movimento di rifiuti in buona parte dalla Campania (e dalle zone dell’emergenza rifiuti come Acerra, Marcianise, Villa Literno e altre zone) verso alcune aziende di stoccaggio e trattamento del nord Italia, tra le quali la Smr di Molinari, e poi dalla Lombardia e dal Trentino verso altri siti tra i quali alcune cave e fabbriche abbandonate in Calabria.

Al centro dell’inchiesta c’è Angelo Romanello, figlio del boss di Siderno Antonio Francesco Romanello, detto compare Totò e condannato a 10 anni nell’ambito dell’inchiesta Infinito. Lo stesso Romanello è pregiudicato con diversi anni di carcere alle spalle, specializzato nell’acquisire aziende decotte con la promessa di rivitalizzarle ma che, in realtà, fungerebbero da lavatrici per ripulire soldi di provenienza illecita.

Romanello, classe 1983, si insinua nell’azienda di Molinari, in una fase di grave difficoltà e la sfrutta per far transitare e smaltire migliaia di tonnellate di rifiuti urbani e speciali, trasportati con documentazione falsificata. A lui fanno riferimento, nell’inchiesta, oltre alla Smr anche la Tecnometal di Trento, della Salcon di Como, della Eco.Lo.Da. di Lamezia Terme.

La Smr Ecologia (fallita ad agosto di quest’anno e il cui curatore fallimentare è il fratello del sindaco di Busto Arsizio, Roberto Antonelli) aveva come mission quella di ricevere rifiuti e recuperarne una parte per realizzare combustibile solido secondario (css) per cementifici e impianti per la produzione di energia termica. In realtà i rifiuti arrivavano nell’azienda ma non venivano trattati e uscivano tal quali per essere poi stoccati in parte in discarica (come quella di Econord a Gorla Maggiore) e in parte in cave, ex-fabbriche, capannoni.

Accanto a Romanello c’è una donna, la sua consulente Sara Costenaro che si occupa di redarre tutta la documentazione necessaria ad ottenere i permessi per i traffici. Romanello si circonda di imprenditori del settore dei rifiuti e con loro mette in piedi un vero e proprio sistema di stoccaggio e movimentazione di rifiuti. Così la m…, come viene definita nelle intercettazioni, diventa oro. Nel 2018 questo sistema avrebbe movimentato 14 mila tonnellate di rifiuti per un valore complessivo di 1,7 milioni di euro.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2019
Leggi i commenti

Galleria fotografica

L'incendio di Corteolona 4 gennaio 2018 4 di 4

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore