Il questore Pepè: “Lascio una questura fatta di persone meravigliose”
Ultimi giorni prima del cambio della guardia. Il bilancio di quattro anni di intensa attività
L’ultimo ringraziamento lo rivolge alla stampa, e il vero rammarico dopo una lunga carriera, e forse l’unico, è di non poter stringere le tante mani che in molti anni di servizio gli è capitato di stringere, anche in provincia di Varese.
Gli ultimi giorni di lavoro di Giovanni Pepè (nella foto) questore di Varese sono fianco a fianco ai suoi uomini. Attimi fatti di saluti.
Le congratulazioni per le operazioni svolte e portate a termine come sempre con grande efficacia: ultima, il giro di droga finito con gli agenti della Mobile di Varese che buttano giù dal letto a San Fermo gli appartenenti a famiglie sospettate di invadere di coca e hascisc le piazze della città.
Poi tante altre risposte per sanare quella voglia di normalità in un periodo difficile dentro una provincia tutto sommato tranquilla e che la tranquillità la cerca e la vuole.
Ma fuori dalle corse delle volanti, dagli appostamenti dell’anticrimine e della mobile esiste un momento fatto di relazioni per fare un bilancio dell’attività. «Lascio una questura in ordine, fatta di persone eccezionali e meravigliose», ha detto Pepè.
«E colgo l’occasione per salutare quanti mi sono stati vicini e mi hanno aiutato nel mio lavoro». Ora, a pochi giorni dalla fatidica pensione, è il tempo di appendere al chiodo divisa e alamari: «Non ho un altro lavoro che mi aspetta, di certo farò volontariato».
Sempre a disposizione degli altri.
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