Polemiche sulla chiusura dell’asilo di Laveno, il centrosinistra risponde al sindaco

Il Centrosinistra di Laveno Mombello ha presentato una interrogazione chiedendo spiegazioni all'attuale amministrazione circa la chiusura dell'asilo nido e risponde alle dichiarazioni del Primo Cittadino

consiglio comunale laveno

Il Centrosinistra di Laveno Mombello ha presentato una interrogazione chiedendo spiegazioni all’attuale amministrazione circa la chiusura dell’asilo nido del comune. Il primo cittadino Luca Santagostino ha risposto alla minoranza durante il consiglio comunale di lunedì 13 settembre spiegando le motivazioni che l’hanno portato alla decisione, presa a metà agosto, di non riaprire la struttura dal primo settembre. Alle sue dichiarazioni risponde la minoranza risponde con questa note, che ripercorre quando fatto durante l’amministrazione guidata da Ielmini.

“Dopo aver rifiutato di inserire all’ordine del giorno di lunedì la mozione da noi presentata insieme all’altra minoranza consiliare durante il Consiglio comunale di giovedì 9 settembre, il sindaco Luca Santagostino nella sua lunga risposta all’interrogazione sulla chiusura dell’asilo nido ha messo insieme una quantità di falsità e accuse che confermano come la maniera più semplice per cercare di nascondere le proprie incapacità sia buttare fango su chi lo ha preceduto.

Le accuse rivolte alla precedente Amministrazione di Centrosinistra sono gravi e gratuite. Quello che si può sicuramente affermare è che l’ex sindaco Ielmini e la sua Giunta non sono stati degli irresponsabili, degli imprudenti e tanto meno giocatori d’azzardo sulla pelle dei bambini! Come ha avuto l’insolenza di affermare l’attuale primo cittadino. Ogni decisione in passato è stata infatti condivisa e presa d’intesa con i funzionari tecnici e socio-educativi.

Questi non hanno mai sottoscritto l’inagibilità o la grave pericolosità della struttura, pur ritenendo importante e necessario un adeguamento – ristrutturazione dell’asilo nido. Come dimostrano il progetto finanziato attraverso la Laveno Mombello Srl, i successivi accordi con la parrocchia per il trasferimento del servizio nei locali dell’ex scuola materna del Ponte e, per il medio-lungo periodo, il progetto per un nuovo asilo nido – polo educativo.

Il sindaco Ielmini e la Giunta, comunque pronti ad ogni evenienza avevano previsto anche il finanziamento per attuare le opere necessarie sulla struttura per mantenerla aperta in sicurezza: le pratiche per il CPI (certificato prevenzione incendi) erano già avviate ed erano stati predisposti gli interventi necessari.

In un’altra occasione la precedente Amministrazione, in prossimità della riapertura della Scuola Media, dove erano emerse delle criticità, era intervenuta prontamente, sebbene si fosse già ai primi di settembre, risolvendole ed ottenendo il CPI per la stessa: in quel caso la scuola non è stata chiusa ed è stata pulita in tempo record per permettere il regolare inizio delle lezioni.

Forse tra le priorità dell’attuale Giunta e del Sindaco non ci sono i servizi sociali, come dimostra la riduzione degli interventi educativi nelle scuole, la mancata assistenza sul pullman, la chiusura dell’asilo nido ad agosto dopo aver raccolto le prescrizioni?

In realtà ci si chiede che cosa abbiano capito del funzionamento dei servizi e delle priorità da mettere in atto nel Comune di Laveno Mombello da ottobre 2020 ad agosto; che cosa li abbia svegliati dal torpore e li abbia indotti a decidere di chiudere l’asilo il 12 agosto con lettere inviata ai genitori, dopo aver raccolto le iscrizioni?

E allora la colpa è della precedente amministrazione che ha fatto di tutto per mantenere aperti i servizi, arrivando a mettere in atto una richiesta di finanziamento Europeo a fine mandato, nel mese di agosto, facendo i lavori in 15 giorni al Plesso Gianoli per permettere il distanziamento nelle classi all’apertura dell’anno scolastico 2020-21, quando gli alunni hanno potuto usufruire di due nuove aule spaziose; che non si è mai arresa di fronte alle criticità e sicuramente non ha mai fatto finta di nulla, forse perché non era impegnata nel tenere aperta una simil pista ciclabile per qualche domenica!”

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Settembre 2021
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