Il teatro di Varese compie vent’anni

Una lunga storia con protagonisti due imprenditori non varesini. Con loro i due direttori Andrea Campane e poi Filippo De Sanctis: "il teatro ha attraversato varie tempeste ed è sempre riuscito a risorgere e credo che questo avverrà ancora"

Generica 2020

“Anche senza i bis Paolo Conte ha regalato una serata magica a Varese. Una serata che resterà alla storia. Dopo quasi 50 anni la città riscopre il gusto di avere un proprio teatro. Una serata di emozioni forti, e non solo per chi ha lavorato duro in questi mesi per realizzare il progetto”.

Sono passati vent’anni da quella doppia esibizione che inaugurò il teatro di piazza Repubblica. Sul palco, prima di Conte, erano saliti l’allora sindaco Aldo Fumagalli, Renzo Dal Pio e Federico Guglielmi, questi ultimi avevano fondato la PrimaFila srl. A dirigere il ritrovato spazio allora c’era Andrea Campane che arrivava da un lungo periodo di lavoro nell’assessorato alla cultura del comune di Varese. Fu la sua lungimiranza e azione a consentire un incontro virtuoso tra l’amministrazione pubblica e i privati fino alla costruzione della tensostruttura e del piano di gestione del teatro.

Si arrivò così a una serata memorabile malgrado qualcuno storcesse la bocca per una struttura considerata non bella e troppo precaria. Una soluzione temporanea in vista di progetti ben più ambiziosi. E invece quell’opera è rimasta in piedi per altri vent’anni superando anche momenti tormentati.

Il teatro di Varese ha una storia di affetto e interesse da parte di imprenditori arrivati da fuori città e che hanno creduto nella cultura. Un milanese, Federico Guglielmi, fondamentale attore nella storia della sua fondazione e poi un toscano che guarda con fiducia al presente e al futuro.

Ad Management di Alessandro De Luigi ha scommesso sul possibile sviluppo del teatro e malgrado fossimo in piena pandemia, quando un anno fa la struttura andò all’asta, ha scelto di investire aggiudicandosi la proprietà per i prossimi anni.

Al suo fianco un direttore che tanti anni fa scelse Varese per dare continuità al lavoro avviato da Andrea Campane.

“Per me – racconta Filippo De Sanctis – è stata l’esperienza professionale più importante della mia vita. Sono arrivato da Roma quando avevo 28 anni e in questi anni sono diventato varesino. Mi sono immerso da capo a piedi nella città e oggi ho anche una figlia. Da sempre Varese chiede un teatro e siamo arrivati a un momento in cui varrebbe la pena anche di un raddoppio, dove convivevano due strutture. La città è molto cambiata e il teatro ha attraversato varie tempeste ed è sempre riuscito a risorgere e credo che questo avverrà ancora. Non dipende solo dalla struttura e da chi ci lavora, ma dalla passione e dall’amore delle persone per il teatro”.

In un momento in cui si ricorderanno con fatica e preoccupazione gli ultimi due anni vissuti, colpisce la forte fiducia e speranza che arriva dalla cultura e dal teatro. Un segnale che va ben oltre lo spettacolo e un tabellone di eventi perché trasmette l’energia per la vita.

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Gennaio 2022
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