“Dedichiamo l’Isis di Gallarate alla memoria di Roberto Franceschi”
Nel lontano 1973 gli studenti chiesero di ricordare l'universitario della Bocconi ucciso a Milano durante una manifestazione. Si fecero due murales, ma il nome non venne mai registrato ufficialmente

«Dedichiamo ufficialmente l’Isis di Gallarate alla memoria di Roberto Franceschi». La proposta viene avanzata dall’associazione Concetto Marchesi, che riprende una iniziativa già avanzata in passato e che poggia su un passaggio ormai storico: la richiesta di intitolazione voluta nel 1973 dagli studenti dell’allora Itis.
Roberto Franceschi era uno studente ucciso a Milano davanti alla Bocconi, durante uno sgombero dell’Università (che oggi lo ricorda nell’aula magna).
«L’Associazione Concetto Marchesi Gallarate, lo scorso anno, in concomitanza con il 50° anniversario dell’assassinio di Roberto Franceschi, ha inviato una richiesta di Incontro con il Dirigente Scolastico dell’ISIS di via Stelvio a Gallarate, per verificare la possibilità di formalizzare l’intitolazione dell’Istituto di Via Stelvio a Roberto Franceschi».
«Abbiamo ritenuto doveroso riproporre ciò che non si è potuto fare in passato, un atto formale che potrebbe portare benefici agli studenti, all’immagine e alla scuola stessa, dato che senza memoria non v’è futuro. Siamo a tutt’oggi in attesa che venga accolta la nostra richiesta»
«Nel 1973 in memoria di Roberto Franceschi, il Movimento Studentesco di Gallarate dedica a lui una scuola: l’Istituto Tecnico Industriale Statale, con un murale ancora esistente. L’assemblea degli studenti approva all’unanimità e anche il Collegio Docenti approva a maggioranza, nel 2004 viene proposto l’atto formale per la intitolazione dell’Istituto ma non se ne fa nulla».

«Confidiamo nell’accoglimento di questa proposta o, quantomeno che possa avvenire un confronto con chi di dovere. Riteniamo giusto e doveroso un atto di questo tipo, poiché l’intitolazione della scuola a Franceschi costituirebbe un atto di memoria democratica, visto che il suo omicidio fu perpetrato da mani assolutamente antidemocratiche in un contesto estremamente oppressivo e buio per le istanze di rinnovamento sociale delle quali Roberto e i giovani di quegli anni si facevano portavoce».
Come detto Franceschi è ricordato anche da due murales, che in anni passati – come quello vicino per Fausto e Iaio, uccisi nel 1978 – sono anche stati bersaglio di atti di danneggiamento per ragioni politiche, ma sono sopravvissuti un po’ miracolosamente fino ad oggi, nonostante la memoria dei fatti sia sempre più lontana e anche la sensibilità politica verso le lotte degli studenti sia cambiata, nella società italiana.
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