Ripensare i centri storici per non farli spegnere. “Anche il cuore di Somma Lombardo deve ritrovare la sua identità”

La riflessione di Clara Salina, consulente ambientale che vive nel centro storico della cittadina. In passato era stata tra i fondatori della onlus "Noi per il centro storico"

centro storico somma lombardo

Per un Paese come l’Italia, il tema della rigenerazione dei centri storici diventa centrale se si ragiona in termini di sostenibilità integrale, cioè economica, sociale e ambientale. Ma per molti amministratori pubblici la possibilità di utilizzarli per aumentare l’attrattività dei comuni che amministrano, si scontra con una serie di difficoltà, prima fra tutte trovare una visione unitaria e strategica.
Per Clara Salina, consulente ambientale, promotrice di progetti culturali internazionali e amante dei centri storici, la scelta di vivere in una casa antica in una corte nel quartiere di Mezzana a Somma Lombardo è stata una scelta quasi naturale. E nonostante abbia trascorso diciassette anni della sua vita in Cile, ha sempre avuto nella testa e nel cuore il destino della sua città di origine.

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NOI PER IL CENTRO STORICO
Nel 2003, insieme all’avvocato Piero Iametti e ad altre cinque persone, fonda “Noi per il centro storico” un’associazione onlus che aveva l’obiettivo di rivitalizzare quello di Somma Lombardo – «ridotto ormai a semplice luogo di transito» – e aprire una riflessione pubblica con l’amministrazione comunale di allora.
L’associazione raccoglie novecento firme e ottiene un consiglio comunale aperto, iniziando un percorso di confronto sul tema fino al primo mandato del sindaco Guido Colombo. «In quel periodo sono partita per il Cile – racconta Clara Salina – ma andando avanti e indietro dall’Italia, mi rendevo conto che il centro storico di Somma Lombardo aveva cambiato volto: dal rifacimento della piazza del Pozzo a via Lodovico Melzi, passando per la fontana di piazza Scipione, era evidente che la prima giunta Colombo, tra le cui fila c’era l’assessore ai Lavori pubblici Daniele Consonni, aveva colto in pieno il senso della nostra riflessione. Il centro storico della città era letteralmente rinato».

UN PROGETTO INTERROTTO
Per qualcuno il passato è una terra straniera, non per Clara Salina che, una volta rientrata definitivamente dal Cile, si rende conto della fine di quel progetto. Dopo aver ridato vita e linfa economica al nucleo storico di Somma Lombardo, non era proseguito nel secondo mandato del sindaco Colombo. «Quella vitalità economica che si era vista con la prima rigenerazione non esiste più – racconta la cittadina sommese – ma è ritornato in voga l’abbandono del centro storico a partire dalla piazza del Pozzo, ristrutturata benissimo, ma oggi utilizzata come parcheggio. Gli affitti continuano a calare, le persone non investono più in quell’area, i negozi di prossimità sono ridotti all’osso mentre è fiorita la grande distribuzione. Insomma, è ritornato ad essere un luogo di transito e non il cuore pulsante della comunità».

OCCORRE UN PROGETTO NUOVO
Secondo Clara Salina, che nella sua formazione professionale ha conseguito anche un master in “Governo, politiche pubbliche e territorio”, bisogna pensare a un progetto nuovo. Gli ostacoli da affrontare sono tanti, primo fra tutti il recupero di un’identità di una città che per costruire la sua attrattività ha di fatto escluso il centro storico o, meglio, non lo ha fatto crescere secondo le sue potenzialità. Per rendere l’idea, la cittadina sommese usa una metafora efficace: «Il nostro centro storico è come una coppia di sposi che deve decidere cosa fare della vita e allora prima confida nei genitori, ovvero il Castello dei Visconti di San Vito, poi si affida al sostegno dei cognati, vale a dire Malpensa, rinunciando così a cercare un suo progetto di vita».

UN CENTRO DI ALTA FORMAZIONE PER ADULTI
È chiaro che in tutto questo discorso la sostenibilità economica è fondamentale, sostenibilità che nella visione di Clara Salina è legata a una proposta in tema di educazione. Anche questa per lei è una via quasi naturale, avendo nella sua vita professionale curato, soprattutto all’estero, molti progetti culturali. «L’amministrazione pubblica dovrebbe realizzare un centro di alta formazione per adulti – spiega la cittadina sommese – che possa poggiare sulla storia e sull’identità di Somma Lombardo, che comprende naturalmente anche il Castello e Malpensa. Questo significa portare persone con un minimo di capacità di investimento nel centro storico di Somma Lombardo dandogli una buona ragione per essere lì, cioè una proposta culturale strutturata e di livello. La formazione per adulti, a differenza di quella accademica, è più breve e quindi garantisce un ricambio nel tempo».

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 23 Febbraio 2024
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