Mille firme per dire no alla scuola unica Cascinetta-Cajello
Sono quelle raccolte dal Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate”, che contesta la costruzione dell'edificio su un terreno oggi a bosco, a metà strada tra i due quartieri

Lunedì il Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” ha protocollato in municipio le mille firme di cittadine e cittadini gallaratesi che chiedono la revisione del progetto Grow29 o meglio del suo elemento centrale, la nuova scuola unica Cascinetta-Cajello, contestata per l’impatto su un’area non urbanizzata e anche per la qualità offerta in futuro agli studenti.
Le centinaia di firmatari (970 per la precisione) non chiedono di cancellare in toto il progetto, ma di utilizzare i fondi «per una vera rigenerazione urbana»: non vogliono il taglio del bosco di via Curtatone, non vogliono la dismissione delle scuole di quartiere e – appunto – la costruzione di un unico plesso scolastico «stretto tra l’inquinamento e i rumori dell’autostrada e della ferrovia».
«Questi cittadini chiedono di non consumare inutilmente suolo, ma di ridare efficienza agli spazi scolastici attuali e di curare il bosco di via Curtatone in modo che possa essere un’area verde fruibile dal quartiere. I ventimila metri quadrati che l’amministrazione minaccia di tagliare sono a
tutti gli effetti e secondo le definizioni tecnico scientifiche un vero bosco urbano, con specie di alberi di pregio e specie di uccelli che qui si nutrono e nidificano, soprattutto in questo periodo estivo di riproduzione. Anziché sprecare milioni di euro dei contribuenti in un “campus” che stiperà centinaia
di studenti in un angolo su un cavalcavia autostradale, chiediamo ancora una volta di ascoltare la voce dei cittadini e fermarsi. Facciamo appello a tutti i consiglieri comunali perché si imponga il buonsenso e l’amore per la città e per il bene comune: impedite un altro scempio!.
Dal primo dibattito del 2021 molto si è parlato di questa opera, ma secondo il Comitato comunque è mancata trasparenza: «Come Comitato abbiamo volantinato spesso a Cascinetta e Cajello in questo periodo e abbiamo constatato quanto gli abitanti di questi quartieri non siano stati informati e non sappiano nemmeno che le loro scuole saranno chiuse e i loro bambini spostati altrove. Abbiamo visto e ascoltato spesso l’incredulità e l’ansia di tanti genitori nell’apprendere la notizia, così come la frustrazione di numerosi docenti di fronte a un fatto che sembra ineluttabile e ormai inarrestabile. Ma queste centinaia di firme ci dicono che fermarsi e ripensare il progetto è ancora possibile.
«Abbiamo sollecitato l’Amministrazione a rispondere nel merito ma abbiamo ricevuto un assoluto silenzio, così come nessuna spiegazione è stata data ai cittadini sulle osservazioni fatte dal Parco del Ticino, sulle prescrizioni obbligatorie e su un’autorizzazione forestale alla trasformazione del bosco che ancora non si sa se esista e quali compensazioni preveda. Ci sembra evidente che questo silenzio indichi chiusura e mancanza totale di argomenti», concludono.
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