Niente da fare per Gallarate, sarà Gibellina la prima Capitale dell’arte contemporanea
Il ministero della Cultura premia la città siciliana, celebre per il Cretto di Alberto Burri ma ricca di installazioni e architetture sorte dalle ceneri del terremoto del Belice

È Gibellina è la Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, la prima in assoluto. La città siciliana è stata selezionata tra i cinque finalisti, tra cui c’era anche Gallarate.
La città siciliana – rinata in forme contemporanee dopo il terremoto del Belice del 1968 – riceverà un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle attività progettate nel dossier, presentato settimana scorsa al pari delle altre quattro finaliste (Todi, Pescara, Gallarate e Carrara)
La prima Capitale del contemporaneo è stata proclamata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo al Ministero, dove si è tenuta la cerimonia. La scelta spettava ad un’apposita commissione presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e composta da Sofia Gnoli, Walter Guadagnini, Renata Cristina Mazzantini e Vincenzo Santoro.

Gibellina è celebre soprattutto per il “Cretto” di Alberto Burri (nella foto di apertura), un sudario di cemento che copre le rovine del paese vecchio, annientato dal terremoto come altri della zona rimasti disabitati.
Ma anche la città moderna che ha sostituito il paese è un importante centro di arte contemporanea: alla ricostruzione contribuirono infatti decine di artisti e architetti di pregio, come Pietro Consagra, Vittorio Gregotti, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo Pomodoro, Ludovico Quaroni.
La delusione del sindaco: “Abbiamo fatto un’ottima figura, speriamo in Sicilia usino bene i soldi”
Il sindaco di Gibellina, nel presentare il dossier “Portami il futuro”, aveva detto che «l’ambizione è offrire al territorio e alla comunità artistica nazionale e internazionale l’occasione per legarsi alla creatività continua dell’arte che esprime fiducia».
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