Per i medici di medicina generale accordo integrativo che ribadisce il ruolo di liberi professionisti convenzionati
Paola Pedrini, segretario regionale di Fimmg Lombardia, elenca i risultati raggiunti nell'intesa regionale tra cui l'introduzione di strumenti tecnologici come la telemedicina e il telemonitoraggio

È stato siglato l’ Accordo Integrativo Regionale (AIR) per la medicina generale in Lombardia, un traguardo importante che recepisce le principali normative nazionali e regionali, a partire dal nuovo Accordo Collettivo Nazionale 2019-2021 e rappresenta un passo decisivo per il miglioramento dell’organizzazione e della qualità dell’assistenza sul territorio.
« Siamo ragionevolmente soddisfatti di questo risultato », ha dichiarato Paola Pedrini, segretario regionale di Fimmg Lombardia – È stata una trattativa lunga e complessa, resa ancor più difficile dagli avvicendamenti a livello regionale e dal passaggio delle cure primarie dalle Ats (Azienda di tutela della salute) alle Asst (Azienda socio sanitaria territoriale). Tuttavia, siamo riusciti a raggiungere un accordo che riconosce e valorizza il ruolo centrale del medico di medicina generale, libero professionista convenzionato con il Sistema sanitario nazionale. Auspichiamo che, in tempi brevi, venga avviato il nuovo tavolo per continuare il confronto sulla riorganizzazione della rete territoriale che dovrà essere sviluppato nell’Air 2025 ».
L’accordo raggiunto ribadisce inoltre l’importanza dell’organizzazione della medicina generale, strutturata in forma associativa tra i medici e con l’introduzione di un sostegno concreto tramite personale amministrativo e infermieristico. « È essenziale – ha sottolineato Pedrini – che ogni collega possa contare, anche attraverso un accesso più semplice e chiaro agli incentivi previsti, sul supporto necessario per svolgere al meglio la propria attività professionale».
Tra le innovazioni più rilevanti vi è l’introduzione di strumenti tecnologici come la telemedicina e il telemonitoraggio, che saranno fondamentali per la gestione dei pazienti cronici e fragili. Un altro aspetto chiave è il rilancio del progetto di Presa in carico del paziente cronico (Pic), con l’obiettivo di fare di Regione Lombardia un modello a livello nazionale, fornendo ai medici di medicina generale gli strumenti organizzativi e digitali necessari alla sua realizzazione .
« È ora cruciale – ha proseguito Pedrini – dare piena attuazione ai progetti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), con particolare attenzione alla domiciliarità e alla realizzazione delle Case di Comunità, sia nella forma Hub che Spoke, queste ultime di chiara pertinenza della medicina generale nelle sue forme organizzate».
Il segretario regionale ha concluso ringraziando « di cuore tutti coloro che, all’interno e all’esterno della delegazione trattante, hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato. Le sfide che ci attendono sono ancora numerose, e gli obiettivi futuri dovranno essere sempre più ambiziosi per portare davvero la medicina generale al centro del territorio. Continueremo a lavorare affinché ogni collega possa ricevere gli strumenti adeguati e il supporto necessario per svolgere al meglio la propria attività quotidiana, con la dignità e il riconoscimento che merita ».
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