Le Romite Ambrosiane lasciano il monastero di Agra dopo 50 anni
La decisione delle suore di clausura, presa per ragioni di età e gestione, segna una svolta per la valle. Tra rammarico e realismo, la comunità si prepara a salutarle

Dopo cinquant’anni di presenza silenziosa e preziosa nel Monastero di San Giuseppe, le Romite Ambrosiane hanno annunciato la loro decisione di lasciare Agra. La scelta, maturata dopo una profonda riflessione condivisa con la comunità del Monastero di Bernaga (Como), da cui provengono quattro delle sei suore attualmente presenti, è legata all’età avanzata delle religiose e alle crescenti difficoltà nella gestione della struttura.
L’annuncio ufficiale è stato dato ieri da monsignor Walter Magni, Vicario episcopale per la Vita consacrata della Diocesi ambrosiana, durante la messa domenicale concelebrata con don Nicola Porcellini, parroco delle comunità di Agra, Dumenza, Curiglia con Monteviasco e Maccagno con Pino e Veddasca.
«Le suore hanno accompagnato la nostra valle per mezzo secolo, diventando un punto di riferimento spirituale e umano per la comunità – ha commentato don Nicola il giorno seguente -. Ora si preparano a lasciare il monastero con la stessa discrezione che ha sempre contraddistinto la loro presenza. Come parrocchie, cercheremo di offrire supporto in questo passaggio».
La partenza, prevista tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del prossimo anno, rappresenta un momento di cambiamento profondo per la valle, già segnata dall’imminente pensionamento dello storico medico di base. «La gente ha accolto la notizia con sano realismo, ma anche con rammarico – ha aggiunto don Nicola –. Chi ha meno di cinquant’anni non ha memoria di un’Agra senza le suore. La loro partenza, insieme al pensionamento del medico, rappresenta la perdita di due riferimenti fondamentali per la comunità. Come parrocchie, lavoreremo insieme per accompagnare le valli in questi cambiamenti».
Rimane incerto, al momento, il futuro del Monastero. Il vicariato episcopale sta esplorando diverse opzioni per valorizzare la struttura, continuando a renderla un punto di riferimento per la zona.
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