Progetto Concittadino sul caso Beko: “Chi ha il potere intervenga”
Il commento del gruppo varesino: "541 lavoratori, usati e buttati via, sacrificati dalla fredda logica di un’azienda"

Progetto Concittadino esprime la propria solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici del sito di Cassinetta della Beko Elektronik A.Ş. «Le notizie che provengono da Cassinetta non sono buone. Anzi, sono pessime – scrive il gruppo -. La Beko Elektronik A.Ş., del gruppo Arçelik, il 20 novembre scorso, a Roma, ha annunciato la chiusura di due linee produttive, rispetto alle cinque attuali. Dietro questa stringata comunicazione ci sono 541 persone, che perderanno il posto di lavoro. 541 lavoratori, usati e buttati via, sacrificati dalla fredda logica di un’azienda, che usa e butta via uomini e donne sulla base della predatoria logica del profitto. All’incontro romano, l’interesse del Governo verso questa tragedia annunciata e che riguarda altri siti produttivi della stessa azienda sul territorio italiano, è stato ben rappresentato dall’assenza del ministro, cui afferisce il cosiddetto MIMIT, acronimo, che sta per la nuova, patriottica sigla di Ministero delle Imprese e del Made in Italy».
«Strano e molto, questo nostro Governo, che nella sua pomposa retorica non fa che ripetere parole come “nazione” e “patria”, che si vanta continuamente di difendere i “nostri confini”. Alla fine – puntualizza Progetto Concittadino – però, non proferisce parola di fronte all’uso che della nostra storia economica, dei lavoratori e delle lavoratrici fanno multinazionali, che non conoscono frontiere né chiedono permessi di soggiorno per entrare, depredare ed uscire tranquillamente dal nostro Paese, ottimizzando i profitti e lasciando dietro di sé macerie umane e sociali. Progetto Concittadino invoca una seria presa di posizione da parte di chi ancora può avere qualche strumento per frenare l’annunciata tragedia, che sta per abbattersi sul sito produttivo di Cassinetta ed esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori, alle lavoratrici e alle organizzazioni sindacali, impegnati tutti in questa estrema, durissima lotta».
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