Antonio Ferrara (M5S) sulla crisi Beko: “Esuberi irricevibili, servono risposte vere, non promesse vuote”

Il deputato del Movimento 5 Stelle interviene sulla dopo aver partecipato ieri alla manifestazione a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Generico 27 Jan 2025

«Il governo continua a dimostrarsi incapace di gestire la crisi della Beko, mentre i lavoratori restano ostaggio dell’incertezza. Il ministro Urso deve smettere di fare il consulente dell’azienda e iniziare a difendere i lavoratori. Gli esuberi sono irricevibili e finora assistiamo solo a promesse vaghe e nessuna azione concreta». E’ quanto ha dichiarato oggi l’onorevole Antonio Ferrara del Movimento 5 Stelle in merito alla crisi della Beko, dopo aver partecipato ieri, giovedì 30 gennaio, alla manifestazione a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme a centinaia di lavoratori.

«La multinazionale turca Arçelik, proprietaria di Beko, ha messo sul tavolo un piano di ristrutturazione che prevede quasi 2.000 esuberi su un totale di 4.000 lavoratori in Italia – prosegue Ferrara – Una scelta devastante che colpirebbe in particolare gli stabilimenti di Cassinetta di Biandronno in Lombardia, Fabriano e Comunanza nelle Marche, e Siena in Toscana. Un colpo durissimo per l’industria del bianco italiana, ma soprattutto per intere comunità che vedrebbero svanire posti di lavoro e competenze storiche. A rendere la situazione ancora più assurda è l’atteggiamento del Ministro Adolfo Urso, che anziché pretendere garanzie per i lavoratori sembra parlare come un membro del board di Beko. Invece di utilizzare strumenti concreti per impedire il disastro occupazionale, Urso continua a sventolare la minaccia del Golden Power, mentre l’azienda assicura di rispettare le condizioni imposte. Il risultato? Un cortocircuito istituzionale in cui il governo finge di alzare la voce, ma nei fatti lascia fare all’azienda».

«Urso promette scenari futuri di “fuoco e fiamme”, parlando di ipotetici piani di sviluppo, accordi di innovazione e agevolazioni fiscali con Transizione 5.0 – conclude il deputato del Movimento 5 Stelle –  Peccato che proprio Transizione 5.0 sia già considerato dalle aziende italiane un labirinto burocratico inservibile, tanto che finora è stato sistematicamente ignorato. Nel frattempo, il ministro tenta di scaricare la responsabilità sulla Commissione Europea, parlando di una crisi generalizzata dell’industria del bianco. Una strategia surreale per un governo che ha già trascinato il Paese in 22 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, segno evidente di una politica economica fallimentare. Ieri ho passato la giornata con i lavoratori in presidio al Ministero e posso assicurare che la tensione è alle stelle. Non si può lasciare migliaia di famiglie nel limbo per settimane o mesi. Urso smetta di fare il consulente dell’azienda e inizi a difendere realmente i posti di lavoro».

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Gennaio 2025
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