Partito dalla Guinea dieci anni fa per nuova vita, oggi Kalidou cerca casa per concludere il viaggio
A 14 anni ha lasciato il villaggio nel suo paese inseguendo un sogno: diventare un calciatore come il suo idolo Gattuso. Dopo ostacoli e difficoltà ha ottenuto soddisfazioni e riconoscimenti. Gli manca l'ultimo obiettivo

Manca solo un ultimo obiettivo e poi il viaggio di Kalidou sarà completato. Sarà arrivato a destinazione.
Era il 2015 quando il giovanissimo, appena quattordicenne, ragazzino della Guinea decideva di lasciare il suo paese: «Volevo raggiungere Milano. Sin da piccolo era il mio sogno perché ero un grande tifoso di Gattuso e volevo giocare anche io a calcio».
Un viaggio lungo e difficile
La speranza di arrivare nel capoluogo lombardo, per dare una svolta alla sua vita, lo ha sempre sostenuto.
Dopo aver lasciato il villaggio nel cuore della Guinea, ha attraversato Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger e Libia, affrontando ostacoli e pericoli, intrecciando storie di speranza e disperazione. Ha anche vissuto situazioni di grande umanità: « Forse per la mia giovane età, probabilmente perchè ero solo, ho avuto anche sostegno e aiuto».
Quel sostegno e aiuto sono stati una costante nella difficile e tortuosa esperienza di Kalidou che, arrivato su una nave di soccorso nel porto di Brindisi, è partito subito alla volta della Lombardia: « Sapevo che stavo andando verso Milano ma non avevo idea di cosa mi aspettasse. Sono stato accolto dalla Croce Rossa che mi ha sistemato provvisoriamente nella palestra di una scuola a Tradate».
Le certificazioni, il corso professionale e l’addio al sogno di diventare calciatore
Dopo l’esperienza in emergenza di Tradate, Kalidou viene preso in carico dalla cooperativa Ballafon dove rimane 5 anni. In questo periodo frequenta il CPIA per imparare l’italiano e si impegna fino a ottenere la certificazione di terza media.
Nonostante la grande motivazione, ben presto Kalidou capisce che il calcio non è un’opportunità e inizia a darsi da fare per trovare la propria strada: « I tempi lunghi per ottenere il visto mi hanno permesso di iscrivermi a un corso professionale nel settore della meccanica. Ogni occasione era buona per conoscere e cercare opportunità. Durante una festa di Ballafon, dove facevo il volontario, ho incontrato Luca, oggi responsabile della sezione varesina di Refugees Welcome. Abbiamo iniziato a parlare e siamo diventati amici».
La nuova vita grazie a Refugees Welcome
Nel 2021, grazie alla rete Refugees Welcome, trova ospitalità da una signora, Ornella. E comincia una nuova fase della sua vita: «Ornella è per me come una seconda madre. Mi ha aiutato in tutto: a fare i documenti per la sanatoria, a prendere la patente e anche a trovare un lavoro. Mi è stata accanto in ogni difficoltà e mi ha spronato a superare ogni ostacolo».
Oggi Kalidou lavora in una ditta di Milano che realizza attrezzature per il golf e si occupa di allestimenti nei negozi in giro per il mondo. Dopo 10 anni, dunque, ha quasi raggiunto il suo obiettivo: un lavoro soddisfacente che gli permette una vita serena e dignitosa, tanti amici che, negli anni, ha incontrato. Resta un ultimo scoglio da superare: « Vorrei avere una casa dove poter andare ad abitare. Vivo ancora con Ornella che è una persona fantastica, ma è giunto il momento di diventare completamente indipendente».
La difficile ricerca di una casa in affitto
La ricerca di una casa in affitto, però, sta risultando molto complicata: da oltre un anno scandaglia tutte le offerte di abitazioni nei comuni lungo le linee ferroviarie attorno a Milano, ma senza successo. La risposta che si sente ripetere è “non si affitta a extracomunitari”.
Per lui si sono mossi anche gli attivisti di Refugees Welcome che si propongono come garanti, ma invano.
Con un ottimo lavoro e un buono stipendio, la candidatura di Kalidou non dovrebbe trovare ostacoli. Lui è fiducioso: in dieci anni ha superato tante prove e sempre più complesse: ogni volta ha trovato un aiuto e una mano tesa. Arriverà anche questa volta e sarà il completamento del suo viaggio per la nuova vita.
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