Varese
A Visionare Giovanni Tortelli racconta come si progetta con l’archeologia
Martedì 10 dicembre alle 19 a Villa Panza il nuovo appuntamento della rassegna di dialoghi sull’architettura curata da Fulvio Irace per l’Ordine degli Architetti di Varese
Come si fa a progettare con l’archeologia? Come si costruisce il nuovo senza tradire l’antico? Sono domande che attraversano da sempre il mestiere dell’architetto, soprattutto in un paese come l’Italia dove ogni scavo può rivelare storie millenarie.
Martedì 10 dicembre alle 19, Villa e Collezione Panza ospita il nuovo appuntamento di Visionare, la rassegna di dialoghi sull’architettura curata da Fulvio Irace per l’Ordine degli Architetti di Varese. Protagonista della serata sarà Giovanni Tortelli dello studio GTRF Tortelli Frassoni, che parlerà di “Progettare con l’Archeologia. Architettura, storia, memoria“.
Tra archeologia e architettura esiste da sempre un conflitto d’interesse che solo pochi progettisti hanno saputo sciogliere. L’archeologo scava nelle fosse alla ricerca dell’archè, l’atto primario della costruzione, come un Santo Graal cui sacrificare tutto ciò che ne annebbia l’evidenza. L’architetto ha lo sguardo puntato al futuro e prova a immaginare una condizione di coesistenza che abbia rispondenza nell’immagine complessiva della città. La stagione dei maestri dell’architettura italiana – Albini, i BBPR, Scarpa – ha dimostrato di saper padroneggiare quest’attrito, offrendo una visione del testo storico come palinsesto: tessuto di storie diverse, spesso conflittuali, ognuna però portante testimonianza della vita delle comunità.
È proprio a questa tradizione che si rifanno Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni, che nell’intervento sull’esistente hanno trovato un’autentica vena d’oro, diventata nel tempo la sigla stessa del loro connubio professionale. I due architetti, dopo alcuni anni negli studi milanesi Albini-Helg e BBPR, hanno fondato nel 1991 lo studio GTRF, consolidando un sodalizio avviato con la partecipazione a concorsi nazionali e internazionali. La formazione con Franca Helg e Lodovico Barbiano di Belgiojoso ha segnato profondamente il loro approccio metodologico, che nei progetti di museografia e allestimento rappresenta un contributo significativo per la cultura architettonica contemporanea.
Il Museo di Santa Giulia e le Domus dell’Ortaglia di Brescia, l’Area basilicale e il MAN di Aquileia, il Museo della Cattedrale di Bergamo, la Galleria Archeologica dei Musei Reali di Torino sono tappe fondamentali di un percorso in cui vengono rielaborati e aggiornati gli insegnamenti dei maestri, applicandoli all’archeologia, ambito tutt’ora poco indagato. Lavori che, fuori del clamore dell’architettura mediatica, hanno trovato accoglienza su riviste nazionali e internazionali come Casabella, Domus e Arquitectura Viva, e sono stati riconosciuti con premi prestigiosi come gli Europa Nostra Awards, il premio speciale Medaglia d’Oro dell’Architettura Italiana e la Menzione d’Onore Compasso d’Oro.
Il loro lavoro museografico in contesti dove l’intreccio prevale sulla singolarità del lacerto architettonico è occasione per rendere percepibile il lavoro paziente dell’anatomopatologo delle preesistenze: una ricerca costante di nessi tra i frammenti, la spinta a rigenerarne la presenza nella contemporaneità, la sensibilità di una visione estetica e funzionale capace di restituire, rinnovata, la bellezza e il fascino dell’antico.
Il recentissimo lavoro sulla Terra Sancta Museum Archaeological Collection di Gerusalemme, forse l’apice del loro percorso, documenta le radici storiche del cristianesimo in una visione attiva della conservazione dei Luoghi Santi: ma è anche la scommessa della coesistenza tra culture e popoli accomunati da una condivisa abitudine a misurarsi con l’oggettività del cantiere.
Nella fascinazione attuale per l’immateriale, il digitale, l’intelligenza artificiale, Tortelli e Frassoni sono portatori di un vivificante anacronismo: quello che rivendica il primato della mano pensante, che sostiene la complessità contro la complicazione, che si cala nella pancia del costruito per non perdere il contatto con la solidità del quotidiano.
L’incontro si terrà presso la Fai Villa e Collezione Panza in Piazza Litta 1 a Varese.
L’ingresso è libero in presenza previa iscrizione alla e-mail formazione@ordinearchitettivarese.it.
È possibile inoltre seguire l’incontro in webinar iscrivendosi al link. Agli architetti saranno riconosciuti 2 crediti formativi professionali.

