Per lo sfregio di Leggiuno la Corte d’Appello conferma la condanna a 5 anni e 4 mesi
Nessuno sconto di pena in secondo grado. La quinta sezione penale di Milano ha confermato integralmente la sentenza per le lesioni permanenti gravissime ai danni della vittima
La Corte d’Appello di Milano ha confermato la decisione del Tribunale di Varese per un caso di sfregio avvenuto a Leggiuno anni fa che ha visto interpreti di questa storia due donne. La quinta sezione penale ha rigettato i motivi di ricorso della difesa, ribadendo la condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per l’imputata.
Il verdetto d’appello giunge a distanza di tempo dalla sentenza di primo grado del giugno 2024, quando il collegio giudicante aveva accolto la richiesta dell’accusa, riconoscendo la gravità del reato commesso: uno sfregio permanente al volto.
Al centro del processo, ancora una volta, il dolore e la richiesta di giustizia della vittima costituitasi parte civile e rappresentata in giudizio dall’avvocato Augusto Basilico. I giudici milanesi hanno riconosciuto la solidità dell’impianto accusatorio, pertanto la pena inflitta in prima istanza non ha subito riduzioni.
Restano ora da attendere le motivazioni della sentenza, che chiariranno i passaggi logici che hanno portato la Corte a blindare il verdetto di Varese.
I fatti come si ricorderà si riferiscono a quanto avvenne in un bar sulla provinciale a Leggiuno a ottobre 2020 quando la parte offesa, una ragazza nemmeno trentenne, al giorno del suo compleanno incontrò la ex rivale in amore. Anche qui sguardi, occhiate, e la decisione di vedersi fuori dal bar per un brindisi finito nel peggiore dei modi: un bicchiere rotto che colpisce al volto la festeggiata che subisce uno sfregio permanente ala faccia. Da qui era partito un lungo percorso di ricostruzione del volto della vittima e contestualmente l’attivazione dell’azione penale che ha portato alla pronuncia in primo grado e ora anche in Appello.
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