Dopo lo scossone di Premazzi in Consiglio il “laboratorio Provincia” è sotto esame
Entro il fine settimana è atteso un confronto tra le forze che sostengono il presidente della Provincia per chiarire obiettivi e assetto politico negli ultimi mesi di mandato
È previsto entro sabato il vertice della maggioranza che sostiene il presidente della Provincia, Marco Magrini, con l’obiettivo di capire se tale sostegno sia ancora solido. Per il momento la risposta sembra essere affermativa, ma con un bello scossone: i numeri dovrebbero blindare, fino all’imminente fine del mandato, la posizione del Presidente e della quasi totalità della sua coalizione.
Ad aprire le danze di questa nuova verifica di maggioranza è stato il consigliere Mattia Premazzi. Quest’ultimo ha colto al balzo la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”: la partecipazione del presidente Magrini al pranzo della ricostituente nuova UDC, tenuta a battesimo da Lorenzo Cesa e Nino Caianiello sulle rive del lago di Varese.
Una mossa, quella di Premazzi di Noi moderati, che molti cercano di interpretare oltre le dichiarazioni ufficiali. Riposizionamento in vista delle prossime scadenze elettorali? Ambizioni alla presidenza? O equilibri che il partito deve mantenere su altri tavoli?
Premazzi: Un chiarimento dopo i personalismi
Nelle sue dichiarazioni lui ne fa una questione eminentemente politica: «Ho chiesto al presidente di farsi carico di un percorso di verifica politica – spiega Mattia Premazzi -. Mi aspetto che ora apra un confronto con le forze che oggi compongono la sua maggioranza e che vengano definiti obiettivi di contenuto e linee politiche chiare per i prossimi dieci mesi perché è necessario delineare un perimetro politico preciso». Il sindaco di Venegono spiega di aver agito in seguito a troppi “personalismi” nei comportamenti del presidente: «Ho contestato i personalismi, sia sul piano politico sia su quello dei comportamenti: non è accettabile che si assumano iniziative, si pongano obiettivi o si alimentino tensioni senza che vi sia stata una condivisione preventiva. Gli obiettivi devono essere stabiliti insieme e, una volta definiti, occorre verificare con trasparenza chi è disponibile a sostenerli. Io dico che in questa verifica bisogna anche comprendere se, su questi stessi obiettivi, vi sia la disponibilità di interlocuzione da parte di qualcuno oggi collocato all’opposizione. Mi auguro solo che questo percorso si concluda con un atto politico chiaro, che certifichi un cambiamento nell’azione amministrativa. Il disagio che ho espresso non è solo personale, ma diffuso».
Si vada avanti
In vista del chiarimento previsto per il fine settimana, la maggioranza dovrebbe essere comunque al sicuro, seppur con l’ipotesi sul filo del rasoio: in ogni caso rimarrebbero 8 voti contro 8 e il presidente decisivo.
«Siamo ad un passo dalla fine di questa esperienza alla quale abbiamo dedicato tanto impegno, non avrebbe senso mollare adesso», spiega il consigliere forzista Matteo Marchesi. «Avevamo accettato le deleghe per lavorare all’interno di questa maggioranza non per un semplice accordo con il Pd, ma per una questione di responsabilità: avere un presidente di minoranza avrebbe significato una Provincia bloccata. Ci siamo impegnati per realizzare progetti mettendoci, almeno per quanto mi riguarda, il cuore. Non si può cambiare rotta a sei mesi dal voto; ci vuole responsabilità».
Dello stesso avviso è il consigliere Fabio Passera: «Possono esserci singole critiche alla presidenza o aspetti interni da migliorare, ma questa è la maggioranza e ora non si può assolutamente modificare. Certo, è lecito chiedere chiarezza al presidente Magrini, soprattutto dopo i suoi recenti incontri, ma è stato lui stesso, nella replica durante il consiglio provinciale, a confermare che per lui la maggioranza è una sola: quella attuale. Noi come Civici e Democratici continuiamo a farne parte, anche perché stiamo lavorando bene e producendo risultati. Se poi vi sono esigenze di riposizionamento su altri tavoli elettorali non lo so, sono fuori da questi giochi. Per ora sono convinto che troveremo un accordo per proseguire».
Il laboratorio Provincia sempre monitorato
L’attenzione verso quanto accade in Provincia è dovuta anche al peculiare perimetro della maggioranza Magrini: un’alchimia in cui convivono forze moderate di centrodestra e centrosinistra. Si tratta di un equilibrio nato in un contesto elettorale di secondo livello, ma che rappresenta un esperimento degno di nota, specialmente in un quadro politico dove le alleanze tradizionali faticano a trovare una quadra, anche in vista delle imminenti elezioni nelle grandi città.
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