Lorenzo Cesa, Nino Caianiello e molti volti inaspettati al battesimo della nuova UDC in provincia di Varese
Al vertice di Calcinate, alla presenza del segretario nazionale Lorenzo Cesa, riappare la rete dell'ex associazione Agorà: da Ciro Calemme a Nino Caianiello ma anche Massarenti, Artoni e compagnoni da Luino e la sindaca Sahnane. Assente la vecchia UDC
A volte ritornano. E questa volta sono almeno due i ritorni da segnalare nel panorama politico. Il primo è quello dell’UDC, partito dai vecchi fasti in provincia di Varese ma da tempo silente; il secondo, destinato a fare più rumore, è quello della vecchia Agorà che, con Nino Caianiello e Ciro Calemme, è tornata a riaffacciarsi con protagonismo sulla scena.
Il centro politico varesino si scuote: sabato 21 febbraio, tra i tavoli del Volo a Vela di Calcinate, è andato in scena un vertice che pare segnare ufficialmente il nuovo corso dello Scudocrociato in provincia. L’evento è stato certificato dalla presenza del segretario nazionale Lorenzo Cesa e dal rientro in campo di un gruppo di peso dell’area moderata che, fino a sei anni fa, dettava legge all’interno di Forza Italia.
I protagonisti del nuovo corso
Ma andiamo con ordine. La notizia dirompente, anticipata in settimana dal giornalista Andrea Della Bella di Malpensa24, era proprio l’avvicinamento dell’ex movimento Agorà all’UDC, con il protagonismo di Ciro Calemme e la figura di Nino Caianiello a fare da consigliere. In realtà, questa mattina Caianiello non si è limitato a un ruolo dietro le quinte, ma si è presentato di persona per salutare i numerosi convenuti al battesimo della nuova UDC.
Tra i presenti si sono notati profili disparati e inaspettati. Basti citare la sindaca di Curiglia con Monteviasco, Nora Sahnane, ma anche una “pattuglia” da Luino composta da Marco Massarenti, Franco Compagnoni e Furio Artoni, presenze che aprono l’ipotesi a scenari politici di breve termine sul territorio? A fine evento è arrivato anche il Presidente della provincia Marco Magrini per un saluto a Cesa.

Grandi ritorni e grandi assenze
In questa complessa scacchiera va segnalato anche chi mancava: ovvero, paradossalmente, la “vecchia” UDC. Gran parte della guardia storica era assente, fatta eccezione per il gruppo guidato dal volto storico del partito in provincia, Luigi Mancini. Segno che questa nuova rete, che intende sancire la ripartenza della creatura politica con «nuovi amici» (come li ha definiti Cesa), è stata tessuta a un livello più alto rispetto alla rappresentanza politica locale.
L’obiettivo è stato palesato fin da subito dal segretario Cesa: «Stiamo riorganizzando la nostra presenza in tutta Italia, ripartendo dal basso. Anche a Varese stiamo riunendo vecchi e nuovi amici per portare avanti i valori dello Scudocrociato. Vogliamo ripartire dai comuni e dai consigli provinciali, per poi salire. Ripartiremo con un coordinamento provinciale».
Come questo obiettivo verrà raggiunto e con quali coordinate è ancora tutto da scoprire. Questa mattina le bocche erano cucite: i presenti spiegavano di essere lì «soltanto per ascoltare e perché invitati».
I consigli del “Mullah”
Si è fatta notare, e non poteva essere altrimenti, la figura più discussa della politica varesina degli ultimi vent’anni: Nino Caianiello. Sebbene l’ex ras di Forza Italia dichiari di essere presente solo come uditore, la sua partecipazione è di quelle che fanno rumore.
Per capire l’impatto di questa notizia, bisogna tornare alla stagione d’oro di Agorà. L’associazione non era un semplice circolo culturale, ma una vera “fabbrica del consenso” che dominava Forza Italia in provincia di Varese. Attraverso Agorà, Caianiello gestiva nomine, candidature e alleanze con una disciplina quasi militare. Era il “Mullah” a decidere le gerarchie del potere locale.

Nel maggio 2019, l’inchiesta “Mensa dei poveri” azzerò i vertici del movimento e di Forza Italia, portando a decine di arresti. Oggi, dopo anni di silenzio giudiziario e diverse assoluzioni che hanno riguardato vari esponenti del gruppo, gli “esuli” di Agorà sembrano aver deciso di non tornare nella casa madre forzista, puntando tutto sulla rinascita dell’UDC.
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