Intesa Sanpaolo chiude il 2025 con l’utile netto a 9,3 miliardi di euro

Risultati oltre le attese, forte generazione di capitale e ritorno cash per gli azionisti. La qualità del credito resta uno dei principali punti di forza del gruppo

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Il 2025 si chiude per Intesa Sanpaolo con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato in linea con le indicazioni fornite al mercato e superiore agli obiettivi del Piano d’Impresa 2022-2025, che conferma la solidità, la resilienza e la capacità del gruppo di generare valore sostenibile in ogni scenario macroeconomico.

I DIVIDENDI

La redditività si mantiene elevata e strutturalmente sostenibile anche grazie a oltre 1 miliardo di euro allocato sull’utile ante imposte per azioni gestionali volte a rafforzare ulteriormente le prospettive future. Su queste basi, il gruppo prevede per il 2026 un utile netto intorno ai 10 miliardi di euro, a conferma di una traiettoria di crescita solida e visibile. Significativo il ritorno per gli azionisti.
All’assemblea viene proposta una distribuzione complessiva di 6,5 miliardi di euro di dividendi, di cui 3,2 miliardi già corrisposti come acconto a novembre 2025 e 3,3 miliardi come saldo da pagare a maggio 2026. A ciò si aggiunge un programma di buyback da 2,3 miliardi di euro, autorizzato dalla BCE, che potrà essere avviato a partire da luglio 2026.

CALANO I COSTI

Nel 2025 il risultato della gestione operativa cresce dell’1,5% rispetto all’anno precedente, con proventi operativi netti in aumento dello 0,6%. La dinamica è trainata soprattutto dalle commissioni nette (+6,3%) e dal risultato dell’attività assicurativa (+4,6%), oltre alla forte crescita del contributo delle attività e passività finanziarie valutate al fair value, a fronte di interessi netti in calo ma comunque su livelli superiori a quelli del 2023. I costi operativi risultano in diminuzione dello 0,6%, a testimonianza dell’elevata flessibilità nella gestione della base costi.

QUALITÀ DEL CREDITO

La qualità del credito resta uno dei principali punti di forza del gruppo. I crediti in sofferenza sono quasi azzerati, l’incidenza dei crediti deteriorati si mantiene su livelli tra i più bassi del sistema e il costo del rischio si attesta a 41 centesimi di punto, ridotti a 26 escludendo le rettifiche aggiuntive effettuate per favorire il de-risking.

UN PATRIMONIO SOLIDO

Sul fronte patrimoniale, al 31 dicembre 2025 il Common Equity Tier 1 ratio (è il rapporto tra il capitale versato e con gli impieghi ponderati per il rischio) raggiunge il 13,9%, in crescita di circa 110 punti base nell’anno e largamente superiore ai requisiti regolamentari, anche considerando gli impatti di Basilea 4, del contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” e della politica di distribuzione. Un livello che conferma la capacità di Intesa Sanpaolo di coniugare solidità patrimoniale, creazione di valore e sostegno all’economia reale, con circa 86 miliardi di euro di nuovo credito erogato a famiglie e imprese nel solo 2025.

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Pubblicato il 02 Febbraio 2026
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