Energie rinnovabili, la Lombardia frena: l’obiettivo fotovoltaico scende a 10 GW
Presentata la legge sulle aree idonee. Legambiente all’attacco: «Scelta improvvida mentre i prezzi delle fossili volano»
Un passo avanti, ma con il freno a mano tirato. La Lombardia ha presentato oggi i contenuti della nuova legge regionale sulle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici, ridimensionando però le ambizioni messe nero su bianco solo un anno fa.
Gli assessori regionali Maione (Ambiente), Sertori (Energia) e Beduschi (Agricoltura) hanno fissato il nuovo obiettivo al 2030: 10 GW di potenza installata. Una cifra che, sebbene superiore agli 8,7 GW minimi richiesti dal Governo, segna un taglio netto rispetto ai 12 GW previsti nel primo disegno di legge del 2024 (poi ritirato nel maggio 2025).
Il nodo del suolo agricolo
La giustificazione della Giunta regionale per questo “ritocco al ribasso” risiede nella necessità di tutelare il suolo agricolo. Una linea che però non convince le associazioni ambientaliste. Legambiente Lombardia, infatti, sottolinea il paradosso di una regione che si dichiara protettrice dei campi dopo aver assistito «impotente» all’espansione incontrollata di poli logistici e data center, strutture che – a differenza dei pannelli solari – cementificano il suolo in modo irreversibile.
«Momento sbagliato per rallentare»
Il ridimensionamento della sfida energetica arriva in un contesto internazionale critico. Con l’instabilità in Medio Oriente che spinge i prezzi di petrolio e gas verso l’alto, la scelta lombarda appare, secondo gli osservatori, controcorrente.
«In questo momento dovremmo raddoppiare gli sforzi per rendere la Lombardia meno dipendente dalle fonti fossili, altro che ritoccare al ribasso», dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «La tutela del suolo si fa stabilendo requisiti di installazione obbligatori, non limitando lo sviluppo delle rinnovabili».
La sfida dell’Agrivoltaico
Il dibattito si sposta ora sulle modalità di installazione. Mentre la Regione cerca di limitare gli impianti a terra, Legambiente ricorda che il fotovoltaico può essere una fonte di reddito integrativo per le aziende agricole, specialmente attraverso soluzioni rimovibili che non compromettono definitivamente la destinazione d’uso dei terreni.
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