Tradate
Il Gruppo Astronomico Tradatese celebra Carl Sagan a 30 anni dalla scomparsa
Giuseppe Bonacina racconterà al Cine Grassi l’eredità di Carl Sagan, il pioniere dell’esplorazione spaziale che ha insegnato all’umanità a guardare oltre i confini del proprio pianeta
Il Gruppo Astronomico Tradatese (GAT) dedica una serata speciale alla memoria di Carl Sagan, lo scienziato che ha rivoluzionato la divulgazione astronomica e dato impulso alla ricerca di vita intelligente nell’Universo. L’appuntamento, previsto per lunedì 9 marzo 2026 alle ore 21:00 presso il Cine Grassi, celebrerà l’eredità intellettuale e scientifica del fisico americano a trent’anni dalla sua scomparsa.
Il Cosmo come eredità scientifica e culturale
L’incontro, intitolato «L’eredità di Carl Sagan», sarà condotto dal dottor Giuseppe Bonacina, storico collaboratore del GAT. La serata ripercorrerà la straordinaria carriera di Sagan, nato a New York nel 1934 e formatosi alla Cornell University, autore di oltre 600 articoli scientifici e di testi fondamentali che hanno plasmato la planetologia moderna e la nascente astrobiologia.
Sagan non è stato solo uno scienziato, ma un visionario capace di coinvolgere governi e opinione pubblica nell’esplorazione dello spazio. Celebre per la sua frase «Il Cosmo è dentro di noi, in quanto siamo tutti fatti di materia stellare», ha dedicato la vita a superare il “geocentrismo culturale” dell’umanità.
Dalle sonde Mariner al programma SETI
Il contributo di Sagan all’esplorazione spaziale è stato determinante fin dal 1963, quando la Nasa lo coinvolse nei programmi Mariner per lo studio di Marte e Venere. La sua fama mondiale è però legata soprattutto al programma SETI per la ricerca di segnali intelligenti extraterrestri e alla conduzione di «Cosmos», il leggendario programma televisivo del 1980 che ha portato l’astronomia nelle case di milioni di persone.
Sua è stata anche l’iniziativa di inviare messaggi dell’umanità verso le stelle: dalle placche grafiche sulle sonde Pioneer ai celebri dischi multimediali a bordo delle Voyager, simboli di un’umanità che cerca il dialogo con l’Universo.
La Terra come un “piccolo punto blu”
Uno dei lasciti più emozionanti di Sagan rimane la fotografia «Pale Blue Dot», scattata dalla sonda Voyager 1 nel 1990 su sua precisa richiesta. L’immagine della Terra, ridotta a un minuscolo puntino luminoso sospeso nell’oscurità, fu usata dallo scienziato per ricordare quanto sia assurdo che gli esseri umani continuino a combattersi su un granello di polvere così fragile e isolato.
L’evento al Cine Grassi sarà un’occasione per riscoprire l’onestà intellettuale di un uomo che ha saputo unire il rigore della ricerca all’ottimismo del progresso e della socialità.

