Cub e SlaiCobas proclamano lo sciopero
Cub Trasporti e SlaiCobas Aeroportuali hanno indetto uno sciopero di otto ore per il giorno 23 gennaio, dalle 4 alle 7 e dalle 10 alle 15, per i settori operativi e per le prime otto ore dall’inizio del turno per i settori amministrativi non legati all’operatività degli aeromobili passeggeri
Cub Trasporti e SlaiCobas Aeroportuali hanno indetto uno sciopero di otto ore per il giorno 23 gennaio, dalle 4 alle 7 e dalle 10 alle 15, per i settori operativi e per le prime otto ore dall’inizio del turno per i settori amministrativi non legati all’operatività degli aeromobili passeggeri. Le motivazioni dell’astensione del lavoro si leggono in una nota dei sindacati: «Visto l’utilizzo da parte di Sea, simultaneamente della mobilità, della cassa in deroga, degli straordinari e dei mancati riposi ed in considerazione del prolungamento della cassa integrazione a tutto il 2011; viste le condizioni di lavoro dei settori vitali, in cui i lavoratori sono costretti ad operare regolarmente sotto organico, con la conseguenza dell’aumento dei carichi di lavoro e spesso con attrezzature inadeguate; visto la decisione di Sea di obbligare il personale ad orari mai concordati, con l’assegnazione di turni ed orari distribuiti in modo discriminatorio, con la conseguenza di evidenti differenze retributive tra i lavoratori; visto che in Sea Handling, non vengono rispettate le proporzioni tra lavoratori part-time e full-time prevista dal contratto nazionale, nonostante le numerose richieste dei lavoratori; visto le palesi discriminazioni sulle turnazioni, con lavoratori part-time costretti a rinunciare alla pausa pranzo; visto la decisione della direzione di Sea di non tutelare i lavoratori a ridotte capacità lavorative, con il solo scopo di costringerli o a lavorare in condizioni non idonee al loro stato di salute o all’auto licenziamento; vista la decisione di Sea di utilizzare sistematicamente la politica dei provvedimenti disciplinari per imporre scelte non concordate con le Rsu elette dai lavoratori; visto il mancato riconoscimento professionale alle lavoratrici dell’area 1 e ai colleghi rampisti».
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