“Il Comune ha rifiutato il nostro regalo”

A protestare è il Movimento Ubuntu: la statua realizzata con lo scotch di riporto non sarà esposta nei giorni del Mondiale di Ciclismo

Un regalo rifiutato che scatena la polemica. Il detto “A caval donato non si guarda in bocca” a Varese non vale: la pietra dello scandalo è la statua realizzata da Thierry Dieng, aiutato dai colleghi di lavoro della Whirlpool di Cassinetta. Un ciclista fatto con lo scotch “di riporto” ed esposta prima nel locale di riferimento del movimento Ubuntu di Varese, il Teranga di Casbeno e poi nelle scuole della provincia, dall’Anna Frank alla Vidoletti, in attesa di riprendere il suo viaggio a campionato del mondo terminato.  

I componenti del movimento, che raccoglie numerosi immigrati di varie nazionalità e religioni, avevano deciso di donare l’opera alla città per i mondiali in scena sulle strade varesine dal 23 al 28 settembre: «Un messaggio di fratellanza, un’opera realizzata col cuore per avvicinare le nazioni di tutto il mondo e i rispettivi popoli – spiegano i portavoce di Ubuntu -. L’intenzione di donarla al Comune è nata dall’inizio, abbiamo chiesto la disponibilità all’amministrazione lasciando a loro la scelta di dove posizionarla: avevamo anche avuto la sponsorizzazione di Whirlpool che avrebbe pagato la struttura di supporto della statua, cha a noi sarebbe piaciuto fosse posta vicino a quella eretta a Bobbiate. Purtroppo dal Comune hanno detto, non direttamente a noi ma a mezzo stampa, che l’opera non è gradita perché esteticamente non rispondente ai canoni estetici mondiali e perché realizzata in materiale povero che non valorizza a dovere la città. Da un punto di visto culturale non riusciamo a capire come si possa rifiutare un regalo, fatto da lavoratori stranieri alla cittadinanza. Al di là del valore estetico, discutibile quanto si vuole anche se non riteniamo sia più brutta la nostra statua dei ciclisti della rotonda di Capolago (posizionate dal Comune di Buguggiate e non da quello di Varese, ndr), non vedere in questo gesto un chiaro messaggio di fratellanza e di auguri per la piena riuscita dell’evento mondiale, ci pare, senza offese, un gesto di cecità. Siamo fiduciosi che la popolazione abbia una visione più aperta, come già testimoniato da cittadini, consiglieri comunali, artisti e sportivi, ma siamo amareggiati dal comportamento del Comune». 

Per rimarcare la contrarietà nei confronti della scelta dell’amministrazione della città Giardino di non accettare il regalo del movimento Ubuntu sabato 20 settembre è stata convocata una conferenza stampa al Teranga in via Milazzo 8 a Varese: «Parteciperanno alcuni famigliari del giovane Abdoul, il ragazzo del Burkina Faso ucciso a Milano – spiegano i portavoce del movimento -. In un momento come questo, nel quale si fomenta l’odio razziale che culmina in eccessi tragici come quello che ha causato la morte di Abba, a noi che vogliamo gettare acqua sul fuoco e creare un clima di tolleranza e dialogo viene chiusa la porta in faccia».

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Pubblicato il 18 Settembre 2008
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