Questione dehors, battibecchi e ripicche ma il regolamento passa

La delibera, bocciata l'ultima volta per mancanza del numero legale, passa. Cornacchia polemico, Porfidio contro tutti

Ci ha provato il presidente Speroni a riprendere in pugno il consiglio comunale: gliene va dato atto. Ma c’è ancora parecchio da lavorarci. Aveva appena finito di catechizzare l’assemblea, in apertura della seduta di martedì sera, perchè non si chiacchierasse e non ci si dedicasse ad altro durante le discussioni che ai primi interventi della serata subito la pentola di fagioli in sottofondo riprendeva a bollire – e non era il pubblico. Se a questo si aggiungono le consuete interruzioni e intemperanze del sempre vivace Porfidio (ampiamente rimbeccato da colleghi e pubblico), il quadro è ancora un po’ confuso. Almeno la procedura drastica intodotta da Speroni per evitare ulteriori errori al voto elettronico, va detto, sembra finalmente aver migliorato le cose.

Le prime discussioni di una serata giusto un po’ più tranquilla di quella sul bilancio riguardano l’ammissione al (ri)voto di un argomento che per per i decibel prodotti merita un articolo a parte: la delibera sull’occupazione di suolo pubblico (legata alla vicenda tavolini dei bar). Sì, proprio quella non passata nella tragicomica baraonda dell’ultimo consiglio per… mancanza del numero legale.

In teoria, a norma di regolamento, si dovrebbe attendere due mesi per ripresentare una delibera tal quale, ma un apposito comma precisa che è possibile derogare se l’ufficio di presidenza, prima della seduta di consiglio, lo delibera. Così è stato fatto. Chi non ci stava era il solito mordace Diego Cornacchia (FI), in punta di interpretazione. «Non si può mettere all’ordine del giorno qualcosa in attesa di validarne poi la presenza con la decisione dell’ufficio di presidenza; semmai lo si mette all’odg del prossimo consiglio» sosteneva, mentre Speroni sosteneva l’esatto contrario. «Il diritto è uguale per tutti, non ci si può far schiacciare da interessi specifici» tuonava il consigliere, con Speroni pronto a ricordare di essere stato l’unico a votare contro la misura, l’ultima volta: quindi al di sopra di ogni sospetto. Si finiva con Cornacchia che minacciava – senza poi mantenere – di proporre una mozione di sfiducia contro il presidente Speroni (il quale incassava calmissimo), il sempre intemperante Porfidio che, dopo aver nuovamente denunciato che «sono state concesse autorizzazioni una settimana prima dell’ìultimo consiglio», chiedeva l’intervento del segretario Giacomo Rossi (neutro, prudente e possibilista). L’assemblea votava quindi a maggioranza schiacciante di passare a (ri)discutere e (ri)votare il punto – il tutto per la soddisfazione dei commercianti e della gran parte dei consiglieri, desiderosi di porre rimedio alla regola che vietava l’esposizione dei dehors in caso di occupazione di posti auto. Il che è in alcuni casi inevitabile.

La discussione si è fatta accesa di nuovo quando ad essere stato preso di mira è stato Porfidio: proprio sua era la norma "incriminata" che il consiglio votò mesi fa, salvo realizzare solo in seguito, su gentile segnalazione di vari commercianti, l’"errore" commesso. «Questo consiglio è ostaggio di Porfidio» tuonava Alberto Grandi (PD), sentendosi rispondere "fuori onda" dal vulcanico consigliere di trasferirsi nei banchi della maggioranza. Grandi, uscendo dal seminato del punto specifico, puntava poi il dito contro il referendum comunale (definito «idiota») su piazza Vittorio Emanuele II voluto dal consigliere de La Voce della Città, cui è contrarissimo, da fermo sostenitore del progetto di riqualificazione proposto, nonché contro certe incoerenze di Porfidio. Ad esempio, voler chiudere certi locali alle 22 per il chiasso che arrecano, ma sostenere i ragazzi del Vanity bar in protesta nell’ultima seduta di consiglio… perchè l’autorizzazione del dehors non viene rinnovata precisamente per quel motivo. Porfidio («non voglio far polemiche»: sua la più formidabile battuta della serata) veniva attaccato anche da Cislaghi del gruppo misto per aver «strumentalizzato i giovani, una delle cose peggiori che si posano fare». Anche Riva, per Forza Italia, rileggeva a titolo informativa il passo del regolamento del consiglio che autorizza il presidente a richiamare all’ordine chi trascende o crea disturbo.

Complesso e lungo il voto finale sul documento, approvato punto per punto con i vari emendamenti proposti per lo più respinti – e nessun errore degno di nota, stavolta. Alla fine il regolamento emendato passava con 21 voti contro 2: solo Speroni e Cornacchia votavano contro la misura. I bar possono tornare a esporre i tavolini senza timore di multe – evitando solo di occupare i posti per disabili. In chiusura è passata anche una mozione d’indirizzo della Lega per avere più controllo da parte della Polizia Locale contro gli ambulanti abusivi in centro.

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Pubblicato il 14 Maggio 2008
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