La nuova Varese “verticale” o “orizzontale”? Parliamone

Negli Anni Sessanta gli inviati di quotidiani e settimanali nazionali più volte dovettero spiegare all’Italia la sbalorditiva classifica, nel campionato dei più ricchi e dei più belli in assoluto, di una piccola realtà provinciale come Varese. Tanto fu l’interesse per le prodezze economiche che nessuno ebbe cura di valutare alcune situazioni negative, come la condizione urbanistica di una città che aveva appena terminato di compromettere lo sviluppo del suo disegno futuro. Infatti nel Dopoguerra, e in particolare negli Anni Cinquanta, a un certa dignità progettuale del fascismo era subentrata una allarmante incultura, espressione di una malintesa libertà e di un disordine realizzativo che alla città avrebbero negato per sempre un impianto urbanistico di qualità.

Anni Sessanta, ovvero il grande boom: sarebbero arrivati altri guasti edilizi e ambientali, ma le molte e dure polemiche avevano indotto tutti i consiglieri comunali a conoscere bene la vicenda urbanistica della “Città giardino”, che dal Settecento aveva visto alternarsi luci e ombre di grande rilievo. Per esempio gli uomini di Palazzo Estense sapevano benissimo che c’era stata una micidiale “toppata” urbanistica quando furono realizzate le stazioni: scoppiò addirittura la rivolta degli abitanti di una Giubiano che la linea ferroviaria avrebbe tagliato fuori dal cuore della città.

Non so dire quanti degli attuali eletti al Comune conoscano la storia urbanistica di Varese e quindi anche la storiaccia di quelle stazioni che oggi si vorrebbe riunificare proponendo di fatto soluzioni fortemente alternative. La riunificazione infatti ci darà o una Varese dei grattacieli o una città ancora generosa in fatto di panorami privi di inusitate verticalità edilizie.

Se il Consiglio comunale esprimerà pareri fondati sulla conoscenza e non su obblighi ideologici o scelte calate dall’alto avremo avuto allora una decisione comunque qualificata, resta però il fatto che ai cittadini si debba dare almeno un’altra opportunità per avere maggiori informazioni sul progetto “verticale”.

Infatti possono essere state insufficienti le notizie, necessariamente stringate, fornite dai mezzi di comunicazione o emerse dalla riunione nel piccolo auditorium di Biumo dove Comune e Regione hanno presentato l’iniziativa.

Varesenews ha già fatto un sondaggio, e numerosissimi sono stati i lettori scesi in campo: alla fine si sono ritrovati equamente divisi tra favorevoli e contrari ai grattacieli, seguiti, distanziati di poco, da coloro che si riservavano invece di vedere bene il progetto.

Uno spazio più grande (un cinema, il teatro) e almeno quattro architetti, due per il sì e due per il no, impegnati in un utilissimo a faccia a faccia, supportato da foto, disegni e quant’altro serva ad avere le idee chiare, a capire. Il tutto per dare senso alla partecipazione, perchè in ogni modo se ne sappia di più e meglio, perchè dopo gli “stati generali” sulla sanità abbia un seguito ancora più significativo la bellissima scelta del sindaco Fontana di meglio informare e coinvolgere i cittadini in tutte le grandi scelte.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Dicembre 2007
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