Maggioranza compatta, ma pesa l’ombra del Tar

In consiglio comunale polemico il centrosinistra: «Ci fanno votare senza discutere, a cose fatte. Ci siamo stufati». Il ricorso per le surroghe di luglio, ritenute irregolari da Ds e Margherita

Il consiglio comunale di Gallarate si è aperto con le discussioni, promosse da un vecchio question time del forzista Lorenzo Ciampoli, sulla posizione anomala di Quintino Magarò, eletto tra le fila dell’Udc e poi passato nel Gruppo Misto. Il segretario comunale ha negato la possibilità del passaggio al gruppo misto dell’unico membro eletto per un partito e quindi automaticamente capogruppo, riservandosi di comunicare le possibilità di aggiornamento del regolamento comunale, alla luce della nuova fattispecie evidenziata nella Città dei Due Galli.  

Altra discussione subito smorzata ha riguardato l’edilizia scolastica: il diessino Lamberti ha chiesto chiarimenti sul servo-scala all’interno della scuola Dante Alighieri, promesso più volte e non ancora terminato: «Abbiamo fatto una programmazione didattica con i direttori dei circoli – ha spiegato Simeoni -. La ditta appaltatrice è in ritardo con i lavori, per fine mese il servo-scala sarà terminato. Inoltre i lavori di verniciatura sono programmati per il periodo delle vacanze invernali nelle scuole che ne hanno più bisogno, il resto verrà fatto gradualmente».  

Il consiglio comunale a maggioranza compatta ha poi votato (ancora ad alzata di mano, la tecnologia a Gallarate non è di casa) l’assestamento al bilancio di previsione 2006: nessun movimento di rilievo, ma l’opposizione si è lamentata della mancanza di confronto in merito agli stanziamenti decisi a bilancio per la Galleria d’Arte Moderna: «In 6 anni non una riunione – ha detto il diessino Galli -, poi ci chiamano ad approvare stanziamenti senza sapere i termini precisi, al buio. La Gam è un valore per la città, ci sarebbe piaciuto discutere come, e dove, realizzarla». Galli, a margine dell’assemblea civica, ha annunciato il ricorso al Tar di Ds e Margheritale surroghe fatte nel corso dell’ultimo consiglio comunale di luglio ai consiglieri eletti nel consiglio d’amministrazione della 3SG (Bosco, presidente, Parassoni e Delodovici) non sarebbero valide perchè votate da un consiglio sottonumero (27 consiglieri invece dei 30 previsti dal regolamento). Se il Tar della Lombardia darà ragione a Ds e Margherita, decadrebbero tutte le decisioni del consiglio comunale votate da luglio ad oggi, creando non pochi problemi alla maggioranza di Mucci.    

Infine è stato votato all’unanimità il nuovo regolamento sull’affidamento famigliare dei minori, aggiornato viste le molte richieste pervenute all’assessorato ai Servizi Sociali guidato da Roberto Bongini.

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Pubblicato il 28 Novembre 2006
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