La gallaratese Silvia Bonollo corre la 10K tra i giganti d’Europa: “Parigi era il mio sogno”
La ventiquattrenne ha partecipato alla celebre gara podistica francese insieme a 44mila corridori migliorando il suo record personale e portando con orgoglio il nome della sua città all'estero
Da Gallarate al cuore di Parigi, di corsa tra i viali più iconici d’Europa e con le radici ben salde nella tradizione sportiva di famiglia. Silvia Bonollo, ventiquattrenne gallaratese, ha coronato il suo sogno partecipando alla Adidas 10K Paris, una delle competizioni podistiche su strada più prestigiose e affollate del continente, capace di radunare ben 44mila runner da ogni parte del mondo.
Un’avventura nata quasi come una sfida personale per chi, pur non essendo un’atleta professionista, ha sempre respirato lo sport in casa. Cresciuta con l’esempio di un padre sciatore e giocatore di hockey e di una madre dedita allo sci e all’atletica, Silvia ha trasformato i valori di impegno e determinazione in benzina per le sue gambe, portando un pezzo di provincia di Varese oltre i confini nazionali.
Il percorso nel cuore della capitale francese
La gara ha offerto uno scenario da cartolina, ma ha presentato anche diverse insidie dal punto di vista tecnico. I podisti sono scattati dal Trocadéro, proprio davanti alla Torre Eiffel, per poi affrontare un tracciato vario e impegnativo prima di raggiungere il traguardo.
«La Adidas 10K Paris è una delle più grandi e prestigiose gare su strada da 10 chilometri in Francia – il racconto di Silvia Bonollo – oltre che tra le più partecipate in Europa, con 44mila runner e un’atmosfera davvero unica nel cuore della capitale. È stata un’esperienza davvero emozionante e speciale per me. Parigi è da sempre la mia città preferita e poter correre tra le suas strade più iconiche è stato come realizzare un sogno».
«La gara è partita dal Trocadéro – spiega la giovane runner – con una vista spettacolare sulla Torre Eiffel, e si è conclusa sugli Champs-Élysées, uno dei viali più famosi al mondo. Il percorso era molto affascinante ma anche piuttosto vario dal punto di vista tecnico: il fondo cambiava spesso passando dall’asfalto ai caratteristici sanpietrini parigini, e oltre a questo erano presenti alcune leggere pendenze, compresa quella finale verso l’arrivo. La partenza in discesa dal Trocadéro ha richiesto attenzione nella gestione del ritmo, rendendo la gara ancora più impegnativa».
La crisi sugli Champs-Élysées e la reazione
Nonostante le difficoltà altimetriche e i cambi di pavimentazione, la trasferta parigina ha regalato alla giovane gallaratese grandi soddisfazioni cronometriche, grazie anche a un’inaspettata spinta arrivata dal pubblico a poche centinaia di metri dall’arrivo.
«Nonostante queste difficoltà – prosegue Bonollo – la gara è andata molto bene e sono riuscita a migliorare il mio personal best sui 10K, un risultato che mi rende particolarmente felice. Proprio nel tratto finale sugli Champs-Élysées, a metà della salita, ho vissuto un momento di grande difficoltà e ho pensato di non farcela, ero davvero al limite».
«In quell’istante una persona lungo il percorso mi ha urlato “ouvre tes yeux” – ricorda la ventiquattrenne – una frase che mi ha colpita e che mi ha dato la spinta per reagire. Mancavano ormai circa 500 metri al traguardo e da lì sono riuscita a ritrovare le energie per chiudere la gara».
I ringraziamenti e il sostegno da casa
A rendere indimenticabile la trasferta francese è stata anche la condivisione dell’esperienza con le persone care, che hanno sostenuto Silvia sia da Gallarate sia direttamente sul percorso parigino.
«L’atmosfera è stata incredibile – conclude la podista gallaratese – e un grande sostegno del pubblico lungo tutto il percorso. A rendere questa esperienza ancora più speciale c’era anche Alice, la mia amica, che ha condiviso con me questa avventura ed è stata sempre presente per sostenermi e incitarmi. Infine, non posso che ringraziare di cuore mamma e papà, che nello sport e nella vita non mi hanno mai fatto mancare nulla e che anche per questa esperienza mi hanno sempre supportata e sostenuta in ogni momento. Un grazie sincero va anche a tutte le persone che mi hanno incoraggiata e sostenuta: il loro affetto è stato fondamentale».
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