Il carcere di Varese visto da dentro: il 14 luglio in visita una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27
Un gruppo guidato dal sindaco Galimberti entrerà alla casa circondariale dei Miogni in occasione della giornata di visite promossa in tutta Italia dall'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione. L'iniziativa coinvolge in contemporanea altri 34 istituti italiani
Anche la casa circondariale dei Miogni di Varese aprirà le sue porte il prossimo 14 luglio, in occasione della giornata di visite promossa in tutta Italia dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. L’appuntamento a Varese è fissato per le 13, quando una delegazione composta da rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo del volontariato e dell’associazionismo entrerà nell’istituto di via Miogni per un’osservazione diretta delle condizioni di detenzione.
A guidare la delegazione varesina sarà il sindaco Davide Galimberti, insieme agli assessori Andrea Civati e Enzo Laforgia, alla consigliera comunale Maria Grazia D’Amico, alla consigliera e segretaria cittadina del Pd Manuela Lozza e al consigliere provinciale Matteo Marchesi. Parteciperanno inoltre Manuele Battaggi per il Coordinamento nazionale comunità accoglienti, Francesco Vazzana per le politiche sociali della Cgil di Varese, Cecilia Santo per Collettiva Varese, Anna Calò per il collettivo transfemminista FemVa, Filippo Cardaci, presidente provinciale delle Acli di Varese, Filippo Maroni, coordinatore di Happiness Parrocchia San Vittore, e Claudio Lurati, coordinatore della Casa della Carità – Associazione Pane di Sant’Antonio.
La tappa varesina si inserisce in una mobilitazione nazionale che il 14 luglio porterà delegazioni analoghe in altri 34 istituti penitenziari italiani, per un totale di 35 carceri visitate in 30 città, da Torino a Napoli, da Bologna a Cagliari, coinvolgendo complessivamente oltre 330 persone tra amministratori locali, esponenti religiosi, mondo del volontariato, dell’attivismo civico, della cultura e dello spettacolo.
L’iniziativa nasce dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, costituitasi a Roma lo scorso 6 febbraio dall’unione di numerose associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, in un momento segnato dall’espansione del diritto penale, dall’aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna.
A motivare la giornata di visite sono anche i numeri diffusi dall’Alleanza: le carceri italiane registrano un tasso medio di affollamento del 140%, con circa 18mila persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. Migliaia di detenuti vivono, secondo quanto rilevato dalla magistratura, in condizioni non dignitose, mentre resta alto il numero di suicidi e decessi negli istituti di pena. Da qui la scelta di aprire contemporaneamente le porte di decine di carceri italiane, nella convinzione, richiamata anche citando Piero Calamandrei, che comprendere il funzionamento della giustizia richieda di vedere con i propri occhi cosa accade dentro il carcere.
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