Il Nobel Rita Levi Montalcini alle Ville Ponti

La proposta di un Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (EBRI) con sede in Italia è stata lanciata dal Nobel per la Medicina nell'ultimo Workshop Ambrosetti di Villa d'Este. Il 6 ottobre la Montalcini sarà presente in città per illustrare il progetto nei dettagli

Si chiama Ebri, acronimo che sta per European Brain Research Institute, ovvero Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello. Un progetto importante e prestigioso, presentato come proposta e in anteprima all’ultimo "Workshop Ambrosetti" di Villa d’Este. A quel primo incontro ne seguirà un secondo, previsto per sabato 6 ottobre nella Sala Napoleonica delle  Ville Ponti di Varese, durante il quale Rita Levi Montalcini illustrerà il suo progetto per la realizzazione di un centro di ricerca sulla mente umana.  
(sopra: Rita Levi Montalcini)

Secondo quanto esposto dal Premio Nobel a Villa d’Este, se è vero che i maggiori risultati nel campo della ricerca tecnologica e scientifica sul cervello, dal livello molecolare a quello comportamentale,  sono stati ottenuti nei vari centri specializzati e dislocati in Europa è anche vero che questi non si sono sufficientemente avvalsi dello scambio interdisciplinare.  L’Ebri dovrebbe rispondere a questa esigenza, configurandosi e strutturandosi sul modello del Cern (Organizzazione Europea di Ricerche Nucleari) e dell’Embo (European Molecular Biology Organization). L’Italia potrebbe dare, con tutto il prestigio e gli oneri che ne conseguono, una sede al nuovo istituto. Sempre secondo la proposta della Montalcini, la nuova sede troverebbe nel Nord della penisola, in particolare nella Pianura Padana, la sua ubicazione ideale, vuoi per la posizione centrale rispetto all’Europa, vuoi per la bellezza naturale del luogo e per le strutture già esistenti.

La realizzazione del progetto ha in sé delle forti motivazioni non solo dal punto di vista scientifico, aspetto fondamentale e fondante di tutta l’iniziativa, ma anche economico. Infatti non esiste in Europa un centro di ricerca di questo tipo, dedicato interamente allo studio del cervello, e la dislocazione delle costosissime apparecchiature, necessarie alla ricerca, in istituzioni e in centri separati tra loro avrebbe un ricaduta antieconomica sulla stessa ricerca. Altro aspetto rilevante sarebbe il ruolo di catalizzatore del nuovo istituto, che attirerebbe in Italia validi esperti e ricercatori e,  tra questi, i molti italiani che attualmente sono impegnati in istituti all’estero. Da ultimo, ma non meno importante, i positivi effetti che la realizzazione di un tale progetto apporterebbe alla comunità scientifica italiana, proiettandola in una proficua dimensione di scambio di conoscenze con gli altri centri di ricerca europei sia nel campo scientifico che in quello umanistico. L’Italia potrebbe quindi occupare, con gli investimenti e i finanziamenti necessari, un ruolo propulsore e centrale nella ricerca scientifica europea, più di quanto lo sia oggi. Un progetto che comunque necessiterà del placet della Unione Europea, sia nel la fase progettuale che di finanziamento.

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Pubblicato il 25 Settembre 2001
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