Data center in provincia, Amici della Terra e WWF chiedono una ricognizione a tutti i Comuni
Le due associazioni ambientaliste scrivono al presidente della Provincia: "Serve un quadro unitario su consumi energetici e idrici, prima che le decisioni vengano prese caso per caso"
Amici della Terra Varese ODV, con il sostegno di WWF Insubria, ha inviato al presidente della Provincia di Varese una richiesta formale di accesso civico generalizzato, ai sensi del D.Lgs. 33/2013, per avviare una ricognizione provinciale sullo stato dei data center presenti o in progetto sul territorio.
Cosa chiedono le associazioni
Nella nota, firmata da Arturo Bortoluzzi per Amici della Terra Varese e da Maurizio Borghi per WWF Insubria, le due associazioni chiedono alla Provincia di trasmettere a tutti i Comuni del territorio una richiesta di informazioni su data center già operativi, progetti autorizzati o in corso di valutazione, aree urbanistiche coinvolte, procedure autorizzative avviate, eventuali Valutazioni di Impatto Ambientale, opere di mitigazione previste e criticità legate a consumi energetici, approvvigionamento idrico, viabilità e infrastrutture tecnologiche.
Le associazioni propongono inoltre che questa ricognizione comunale venga integrata con i dati in possesso di altri enti competenti — Regione Lombardia, ARPA Lombardia, ATS Insubria, Terna, il gestore del servizio idrico integrato e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica — per arrivare a un quadro complessivo su numero di data center esistenti e programmati, potenza elettrica richiesta, eventuali potenziamenti della rete, consumi idrici previsti, sistemi di raffreddamento utilizzati, consumo di suolo, impatti ambientali cumulativi ed eventuali misure di recupero del calore prodotto.
Le ragioni della richiesta
Nella lettera si richiama anche una comunicazione di WWF Insubria che ha indicato nell’elevato fabbisogno di energia elettrica e di risorsa idrica le principali criticità legate a questo tipo di infrastrutture. Le due associazioni sottolineano come la recente disciplina regionale, che orienta l’insediamento dei data center verso il recupero di aree già urbanizzate limitando il consumo di nuovo suolo, sia un primo passo importante ma non sufficiente, perché il tema — scrivono — non può essere affrontato solo dal punto di vista urbanistico.
Per questo motivo indicano nella Provincia l’ente più idoneo a promuovere una visione d’insieme del fenomeno, per evitare che i singoli progetti vengano valutati isolatamente, senza tener conto degli effetti cumulativi sull’intero territorio provinciale.
La proposta di un osservatorio provinciale
Amici della Terra Varese e WWF Insubria propongono infine che la Provincia valuti l’istituzione di un Osservatorio provinciale sui Data Center, un tavolo permanente di confronto tra istituzioni, enti tecnici, gestori delle infrastrutture, università e associazioni ambientaliste, con il compito di monitorare nel tempo l’evoluzione del fenomeno e di predisporre report pubblici periodici sulla situazione provinciale.
«L’obiettivo non è ostacolare lo sviluppo tecnologico, ma garantire che esso sia coerente con i principi della sostenibilità ambientale e della corretta pianificazione territoriale» si legge nella nota, che si dice fiduciosa nella “sensibilità istituzionale” del presidente della Provincia rispetto a un tema che le due associazioni definiscono di interesse per l’intera comunità provinciale.
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