“Fu mio fratello ad uccidere Nicholas Green”
Michele Iannello, che sconta l'ergastolo a Busto Arsizio, da tre anni accusa il fratello Giuseppe quale esecutore materiale del delitto che scosse l'Italia nel 1994: "non mi hanno creduto"
Undici anni dopo, il ricordo della tragica fine del piccolo Nicholas Green, ucciso in un agguato da una banda di briganti sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria mentre andava in vacanza con i genitori e la sorellina, è ancora vivo. Il delitto sconvolse l’opinione pubblica, anche perchè coinvolse una famiglia americana, andando a colpire duramente l’immagine dell’Italia all’estero. La decisione dei genitori di Nicholas di donare i suoi organi commosse l’intero Paese, cui i Green non hanno mai portato rancore. Oggi Michele Iannello, condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Catanzaro per il delitto e rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio, confessa: "Non fui io a sparare, ma mio fratello Giuseppe". La clamorosa rivelazione, a undici anni dai fatti, sarà pubblicata domani sul settimanale "L’Espresso" come riportato da "Repubblica" (link). Tramite il suo legale Claudia Conidi, Iannello ha scritto al settimanale per rivelare la sua verità. Collaboratore di giustizia dal 2001, ex affiliato ad una ‘ndrina (clan) calabrese, Michele Iannello è stato privato del programma di protezione previsto per i pentiti nel 2003, quando la Procura di Vibo Valentia, che già aveva ottenuto la sua condanna nel 1998, archiviò una prima accusa da lui rivolta al fratello. Per tutti gli anni precedenti Michele avrebbe taciuto per omertà, e per proteggere Giuseppe; da tre anni invece avrebbe deciso di parlare "per onorare la verità e la famiglia del bambino". Forse troppo tardi, dato che le leggi sui collaboratori di giustizia esigono una collaborazione completa entro sei mesi dall’avvio del programma di protezione: il tempo delle cosiddette "rivelazioni ad orologeria" è ormai finito. Ora Iannello chiede che si riapra il processo sul caso Green, e soprattutto che gli vengano ripristinati i benefici per i collaboratori di giustizia.
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