Piano rifiuti, «il solito pasticcio» secondo la minoranza
In una conferenza stampa a Villa Recalcati i gruppi del centrosinistra spiegano i motivi delle loro protesta, giù manifestata nel corso dell’ultimo consiglio provinciale
Accam, compostaggio, termovalorizzazione.Queste sono le partite aperte in merito ai rifiuti in provincia di Varese. Per questo la provincia sta redigendo un piano, diviso in due parti dove indicare le priorità e le strategie per raggiungerle. Ma, – dicono dalla minoranza, riunitasi oggi in conferenza stampa a Villa Recalcati, – occorre la condivisione anche da parte della minoranza, altrimenti il rischio è quello di creare un «pasticcio».
In realtà la questione era già stata oggetto di dibattito nello scorso consiglio provinciale, quando a maggioranza – astenuti proprio i gruppi del centrosinistra – venne licenziata la prima parte del piano provinciale dei rifiuti; quella parte costituiva gli obiettivi da raggiungere, in materia di smaltimento rifiuti e non solo. E già a suo tempo i gruppi Alleanza per l’Ulivo, Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione e Verdi, col voto di astensione vollero sottolineare che qualcosa nella stesura della seconda parte del piano (quella, per intenderci, che indica gli strumenti da adottare sul territorio per raggiungere gli obiettivi) non funzionava. Oggi la questione viene riproposta.
«Se la prima parte del piano è condivisibile ed è stata ampiamente dibattuta sentendo anche i pareri e le proposte della minoranza – hanno spiegato i consiglieri provinciali Gianpietro Ballardin, Manolo Marzaro, Paolo Rizzolo, Gianpaolo Livetti e Dolores Sessa – il 25 maggio viene invece convocata una commissione ambiente e territorio dove l’assessore non distribuisce, come ci si aspettava, le scelte di massima della seconda parte del piano, ma una mappa della Provincia suddivisa in “subambiti” nonché una bozza del documento che prevede la possibilità che ogni subambito effettui scelte autonome riguardo il trattamento dei rifiuti. Evidentemente in qualche cassetto c’è già la seconda parte del piano, e forse si sa già chi farà e che cosa. Le commissioni, i subambiti, il consiglio scopriranno tutto cammin facendo».
A questo punto si innestano nelle riflessioni della minoranze una serie di questioni: dal destino di Accam al problema degli impianti di compostaggio, dall’impiego della termovalorizzazione all’utilizzo dei fanghi; «tutti temi da dibattere in commissione – concludono i capigruppo di minoranza – : queste scelte sono la spina dorsale del piano e tutto questo lo verremo a sapere solo quando la giunta o comunque la maggioranza lo vorranno. Il piano rifiuti è un documento troppo importante per il futuro della provincia: deve essere elaborato in modo lineare, responsabile e condiviso. A queste condizioni il nostro contributo non mancherà, come è avvenuto in passato».
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