Piano commerciale: in sei punti i perché della Lega

Carollo (Lega Nord) spiega perché il suo movimento non ha votato con la maggioranza

Riceviamo e pubblichiamo
In merito alla vicenda del Piano Commerciale di Gallarate, approvato nel corso del consiglio Comunale di lunedì 18 novembre u.s. con il voto contrario della Lega Nord, viste anche le dichiarazioni e le critiche rilasciate da alcuni membri della coalizione di maggioranza nei giorni seguenti, è opportuno precisare quanto segue:

1. La Lega Nord ha votato contro il Piano Commerciale perché ritiene che, per la situazione specifica di Gallarate, la previsione di otto nuove localizzazioni per la media distribuzione, ovvero otto nuovi insediamenti commerciali fino a mq. 2500, metterebbe in ulteriore crisi la viabilità e le piccole strutture commerciali; 
2. La linea sopra menzionata non è nata da un colpo di testa del nuovo e "giovane" Segretario della Lega di Gallarate, come qualcuno ha voluto lasciare intendere, bensì è il frutto di un’attenta valutazione e di una successiva decisione che ha trovato d’accordo i militanti della sezione di Gallarate, il Gruppo Consigliare, la Segreteria Provinciale ed i parlamentari della Lega Nord che si sono interessati del caso; 
3. La Lega non si è affatto comportata in modo incoerente o poco serio; mettere l’interesse del cittadino prima di qualunque calcolo di convenienza politica è invece una dimostrazione di grande serietà. La linea della Lega in materia di media e grande distribuzione commerciale è ben nota e ben chiara fin dalla nascita del movimento; 
4. Il sindaco è stato messo perfettamente al corrente in merito alle riserve della Lega sul Piano Commerciale durante un incontro tenutosi qualche giorno prima del Consiglio, pertanto la responsabilità di ciò che è avvenuto durante la votazione va attribuita unicamente a chi non si è sforzato di ricercare una soluzione di compromesso che trovasse il consenso di tutti i partners di maggioranza. 
5. Il sindaco ed altri esponenti della coalizione hanno presentato l’operazione in modo distorto; non è assolutamente vero che questo è un documento di "SALVAGUARDIA" perché verrebbero ridotte da 66 a 8 le aree per i nuovi insediamenti commerciali di media dimensione: le fantomatiche 66 aree di media distribuzione erano citate in una bozza la quale non era minimamente vincolante. 
Il Consiglio Comunale è sovrano, nessuno può imporre nuovi centri commerciali senza il suo consenso: si poteva benissimo definire che in Gallarate non fossero previste ulteriori aree di media distribuzione come citato in un nostro emendamento bocciato dagli altri membri della coalizione. Tale provvedimento avrebbe fatte salve le numerose "medie strutture" attualmente presenti, agendo con una precisa integrazione sulle Norme Tecniche di Attuazione del PRG: questa sarebbe stata SALVAGUARDIA. Non corrisponde alla realtà sostenere che: "se non si adotta il Piano Commerciale di Gallarate così come preconfezionato – modello PRENDERE O LASCIARE – si dà via libera alla espansione incontrollata delle aree commerciali". Presentare il provvedimento come "il male minore" risponde solo ad una riuscita strategia di marketing che però non può essere condivisa da chi, come la Lega, ama dire la verità ai cittadini; 
6. A chi ha lasciato intendere che il Piano andava approvato senza ulteriori "perdite di tempo", facciamo notare che bastavano dieci minuti per modificare il documento prevedendo lo stralcio di alcune aree; era una questione di volontà!

Fatte queste doverose precisazioni, nonché restituite al mittente tutte le accuse di incoerenza e di poca serietà indirizzate alla Lega, occorre aggiungere che al momento non ci sono i presupposti per una rottura all’interno della coalizione; mi auguro che tutte le parti in causa capiscano che non siamo in un "regime sudamericano" e che essere in disaccordo su qualche punto, dopo un anno e mezzo di votazioni all’unanimità, è un fatto del tutto normale, fa parte della normale dialettica politica; di sicuro la Lega continuerà a comportarsi come riterrà opportuno, ricercando in primo luogo l’interesse dei cittadini, dimostrandosi al di sopra di qualunque condizionamento. Un’ultima riflessione sulla vicenda: nel dibattito è mancato un elemento fondamentale. Sarebbe stato utile, oltre che doveroso, conoscere la posizione ufficiale dell’ASCOM gallaratese, in quanto organismo direttamente interessato alla questione. A tal proposito rileviamo come il silenzio o la dilazione delle decisioni male si concilia con la difesa degli interessi dei propri associati.

Mirko Carollo 
Responsabile Enti Locali 
della Circoscrizione di Gallarate 
per la Lega Nord

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Pubblicato il 06 Dicembre 2002
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