Padre Sorge “incendia” le coscienze
Il gesuita è intervenuto al direttivo regionale della Cgil, a Villa Cagnola, per la presentazione del "Rapporto annuale sui diritti globali 2004"
I gesuiti ne sanno una più del diavolo e padre Bartolomeo Sorge non fa eccezione. Nel giorno della presentazione del "Rapporto sui diritti globali 2004", pubblicato da Cgil, Arci, Antigone, Cnca e Legambiente, il prete protagonista della primavera di Palermo dimostra di non aver perso smalto. Chi parla bene, pensa bene e il ragionamento del gesuita non fa una sbavatura, tanto da conquistare in pochi secondi l’attenzione totale di una nutrita platea fino a qualche attimo prima molto rumorosa.
Secondo Sorge il corposo rapporto non è neutrale, perché sulle mille pagine viene spalmato un messaggio preciso, che si divide in tre parti: il mondo è cambiato, la solidarietà è la chiave per affrontare il cambiamento, occorre trovare strade nuove. «L’equilibrio di prima – dice Sorge – è finito e ne manca uno nuovo. Questo ha spiazzato il sindacato, la chiesa e i partiti, perché una volta caduto il comunismo e il socialismo reale tutti hanno pensato che il modello neoliberista fosse quello vincente. Niente di più sbagliato, perché i problemi sono rimasti tali e quali e il pensiero unico ci sta consumando.».
Non si puo’ capire il locale senza partire dal globale e il Rapporto è stato pensato come uno strumento che permette di aprire una finestra sul mondo e da lì guardare ai cambiamenti in atto nella propria casa. E non si parla solo dei diritti legati al lavoro, ma anche di quelli universali, come il diritto all’ambiente, il diritto di cittadinanza, il diritto alla salute. «Dobbiamo pensare al globale stando con i piedi ben piantati nel locale – continua il gesuita -. I dati che il rapporto fornisce ci permettono di guardare ad un mondo nuovo che sta nascendo e che non possiamo più ignorare. Cosa vorrà dire che il Pil della Cina cresce del 10 per cento, contro l’1,9 di quello italiano? E che ripercussioni avrà su di noi? Nazioni come l’India e il Brasile si preparano anch’esse al grande salto. Forse vorrà dire che il mondo nuovo è un mondo pluripolare».
Ricorda i bei tempi di quando «ci si dava le botte» e il confine tra destra e sinistra era netto. «È più facile avere un nemico comune da combattere che una casa comune da costruire. Una volta caduto il muro di Berlino siamo diventati grigi e spenti e questo è il rischio maggiore perché il problema non è essere tanti, bensì essere accesi, ardere di passione etica e sociale, incendiare le coscienze».
«Un mondo migliore è possibile», conclude Padre Sorge . Una speranza dura a morire anche per chi come lui, negli anni trascorsi a Palermo, veniva attaccato dalla mafia, tanto da dover viaggiare per sette anni sotto scorta, e criticato dal caf, la triade politica composta da Craxi, Andreotti e Forlani.
Il gesuita è pietra dura e non si rassegna, nonostante abbia visto cadere alcuni dei suoi fedeli agenti nell’attentato mafioso al giudice Borsellino. Dietro una fede tanto ottimistica si nasconde, però, la fatica e la preoccupazione di chi sa che il cammino è pieno di rischi. «Il neoliberismo non ha gli strumenti per portare giustizia. Se si andrà avanti a colpi di riforme neoliberiste la forbice tra ricchi e poveri si allargherà sempre di più e il popolo italiano si spaccherà in due».
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